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Le scuole di terra per i bambini siriani e giordani, 100 Classrooms for refugee children

Una nuova tecnica costruttiva elaborata da EAHR permette di creare edifici scolastici low-cost per i campi profughi

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Martina Rubino

Giganteschi alveari che nascondono scuole per bambini e adulti nel campo profughi di Za'atari in Giordania

100 Classrooms for refugee children è un progetto che nasce per far fronte all'emergenza siriana. Ogni giorno infatti le immagini sui teleschermi e sui giornali ci riportano la realtà drammatica dei rifugiati: la guerra civile ha obbligato a sfollato milioni di persone per la maggior parte di loro bambini, vittime innocenti di una tragedia molto più grande di loro e della loro comprensione. La maggior parte è stata catapultata in una realtà drammatica dove non può più ricevere istruzione a causa della mancanza di scuole. Davanti a questo dramma l’architettura cosa può fare? Sicuramente se lo sono chiesti gli architetti di Emergency Architecture & Human Rights che si è impegnata a trovare soluzioni costruttive che si potessero adattare alla situazione di assoluto bisogno dei campi profughi. Emergency Architecture & Human Rights ha iniziato a costruire scuole nel villaggio di Za'atari, situato appena fuori dall’omonimo campo profughi, a 10 km dal confine siriano, per bambini giordani e siriani utilizzando l’originale soluzione dei sacchi di sabbia.

Questi contenitori di Polypropylene sono riempiti con terra inumidita e disposti in strati con filo spinato -collocato tra ciascun strato- per agire come rinforzo e eventualmente ultimati con calce utilizzata come stabilizzatore. Nasce così il progetto 100 Classrooms for refugee children nel villaggio Za'atari che ospita attualmente 15.000 siriani e 13.000 giordani costruito in collaborazione con la comunità e una ONG locali. Il progetto di EAHR ha implementato così in maniera considerevole il numero di studenti: le scuole verranno infatti utilizzati dai bambini al mattino e nel pomeriggio, dagli adulti molto spesso rimasti semi-analfabeti a causa della guerra.

La costruzione delle scuole di "100 Classrooms for refugee children" si è ispirata alla Grande Moschea di Djenné, l'architettura tradizionale del paese del Mali e alle strutture alveolari siriane in particolare della zona di Aleppo e Homs, aree da dove provengono molti dei rifugiati. Moltissimi sono i vantaggi della costruzione alveare a partire dall’ottimo isolamento interno che offre e che risulta perfetto per un ambiente con estati calde e inverni freddi, ma non solo. Questa tecnica infatti può essere costruita rapidamente con manodopera non qualificata e rispetto ad una struttura a blocchi di cemento di dimensioni simili presenta costi dimezzati.

Durante la costruzione delle 100 Classrooms for refugee children, l'EAHR ha addestrato i lavoratori locali a questo metodo di costruzione rafforzando così anche la resilienza della comunità dei rifugiati nella speranza che si possa adattare questo metodo e la manovalanza ormai addestrata anche per costruire altri tipi di edifici -sostenibili, a basso costo ed efficienti dal punto di vista energetico- non solo negli insediamenti informali della zona ma anche durante la ricostruzione futura della Siria.

www.ea-hr.org

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di Paola Testoni / 9 Ottobre 2017

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