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Architettura e popcorn, i 3 film in uscita di cui ogni architetto si innamorerà

In questa stagione l'architettura è la coprotagonista preferita del cinema. Noi abbiamo scelto tre titoli, da vedere assolutamente

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Un frame di Columbus, diretto da Kogonada

Sembra che gli architetti siano grandi appassionati di cinema, oppure che i registi amino particolarmente l’architettura: guardando la programmazione dei film in uscita al cinema sono sempre di più quelli che raccontano l’architettura o che la scelgono come co-protagonista della storia.

La scorsa settimana vi abbiamo parlato di un film tutto italiano, Dove non ho mai abitato, questa volta abbiamo invece esplorato il panorama internazionale (grazie anche ai festival, che hanno il prezioso compito di portare in Italia piccole produzioni che altrimenti passerebbero inosservate) e abbiamo scelto 3 film in uscita che un architetto non deve assolutamente perdere.

Columbus, Kogonada, 2017

Visto a: Milano Festival, non ancora uscito nelle sale italiane

Columbus, Indiana, è la città dove ha trovato rifugio l’architettura modernista: i più grandi architetti modernisti – da Eero Saarinen a I.M. Pei e Richard Meier – hanno tracciato le linee della città. Qui Kogonada, regista coreano statunitense conosciuto per i suoi cortometraggi essai, ha deciso di ambientare il suo primo lungometraggio. 

Quando un noto luminare in architettura ha un malore, suo figlio Jin si trova bloccato in città, dove conosce Casey, giovane amante dell’architettura che lavora alla biblioteca civica. Man mano che la loro intimità cresce, esplorano la città insieme le loro emozioni e le loro relazioni conflittuali: l’estraneità che Jin ha con suo padre e la riluttanza di Casey a lasciare Columbus e la madre. Il risultato è un dialogo serrato tra spazio e relazione, un film dalla struttura architettonica che applica i principi dell’architettura modernista alla composizione cinematografica, in cui gli edifici si fanno specchio di una crisi identitaria, tra il sogno di una realizzazione e il peso della costruzione – dell’edificio come del rapporto umano.

 

The Square, Ruben Östlund, 2017

In uscita nelle sale italiane dal 9 novembre

Presentato alla 70esima edizione del Festival di Cannes, The Square è un lungometraggio interamente incentrato sull’arte contemporanea. Protagonista del film è Christian, curatore di un museo di arte contemporanea di Stoccolma e padre divorziato di due bambine che decide di esporre nel museo un'installazione chiamata The Square, opera di un’artista argentina, forse troppo rivoluzionata per la mentalità borghese.

Un film a metà strada tra il dramma grottesco, la satira e la commedia surreale, il ritratto della società odierna, sempre più classista e individualista, vista attraverso gli occhi di un curatore.

 

Cabros de mierda, Gonzalo Justiniano, 2017

Visto a: Festa del Cinema di Roma, non ancora uscito nelle sale italiane

La Victoria, 1983. Gladys, 32 anni, conosciuta come "la francese", è una giovane donna cilena, bella e attraente, che vive alla giornata in una baraccopoli di Santiago nel Cile di Pinochet. Gladys vive con sua madre e una figlia piccola, entrambe chiamate Gladys. Le tre Gladys ospitano un giovane e innocente missionario nordamericano chiamato Samuel Thompson giunto nel Terzo Mondo per predicare la parola di Dio e il valore del progresso. Con la sua videocamera, Samuel riprende le persone mentre lottano per riuscire a sbarcare il lunario tra cucine comuni, bambini senza genitori e le prime proteste di massa.

Un ritratto disincantato della vita nelle baraccopoli, viste da vicino e dall’interno, in cui l’architettura si intreccia inestricabilmente con l’umanità che la vive, contribuisce a creare relazioni e conflitti, unisce e separa.

 
di Carlotta Marelli / 28 Ottobre 2017

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