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Le 8 architetture nuove di Torino che nessuno conosce

Green, post-industriale, dal nobile retaggio e futuribile, ecco il volto contemporaneo del capoluogo piemontese

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Beppe Giardino

Edifici dall’aristocratica eleganza trasportati nel nuovo millennio, complessi industriali diventati nuove officine creative, palazzi dove inattese esplosioni di verde combattono l’inquinamento della metropoli, tra le cose da vedere Torino si nascondono molte architetture contemporanee da scoprire. Tante occasioni di meraviglia che ridisegnano il volto di una città dal DNA unico: un po’ capitale d’antan, un po’ polo industriale simbolo del boom economico, un po’ laboratorio diffuso per futuribili intuizioni. Per una suggestiva polaroid della Torino contemporanea, ecco un rapido itinerario in otto imperdibili tappe.

Per partire, uno dei simboli del passato industriale di Torino oggi rinato a nuova vita. Nel quartiere Nizza Millefonti è impossibile non notare il complesso del Lingotto, lo storico stabilimento Fiat dotato di una suggestiva pista di collaudo sul tetto. Oggi vicino alle curve paraboliche dell’ultimo piano della struttura, diventata un grande centro polifunzionale, è possibile scoprire le opere della Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, protette nel cosiddetto Scrigno disegnato da Renzo Piano. Una sorta di astronave di acciaio e cristallo di oltre 450 mq dentro la quale trovano casa collezioni permanenti e mostre temporanee (www.pinacoteca-agnelli.it).

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Un altro simbolo della Torino dell’industria automobilistica che si reinventa è sicuramente la storica villa de l’Avvocato più celebre d’Italia, che oggi ospita la Fondazione Agnelli. Un edificio centenario di più di 3000 mq, in via Giacosa, che è stato trasformato in un avveniristico esempio di Office 3.0 dal restyling dello studio Carlo Ratti Associati. Grazie a un innovativo mix di app e Internet of Things, la casa dietro ad ambienti scenografici nasconde un’anima tecnologica in grado di identificare le “aree abitate” e di ottimizzare servizi e consumo energetico. Il “comfort analogico” è affidato a tensostrutture per il relax, frutteti e aree verdi progettate da Louis Benech (www.fga.it - www.carloratti.com).

Leggi anche → La Fondazione Agnelli scommette sul futuro.

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Un gioiello moderno della “Torino allargata” è rappresentato dal profilo della cosiddetta Casa Y, progettata dallo studio F:L Architetti sulle alture di Pino Torinese. Una vetrina in cemento armato, protesa verso il paesaggio, che ha saputo diventare una celebrità internazionale. L’edificio è composto da due volumi geometrici perpendicolari che determinano il volto di un progetto dal singolare fascino minimalista, plasmato nel calcestruzzo, nell’acciaio Cor-Ten, nel legno e nella pietra. Nel volume inferiore trovano posto uno studio, una biblioteca e un’area wellness, mentre il livello superiore accoglie la zona giorno e le camere, messe in costante dialogo con la natura (www.flarchitetti.com).

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Un mix di contemporaneità e natura caratterizza il progetto Casa Ozanam, in via Foligno, firmato dal duo in rosa OrtiAlti, specializzato nel trasformare il catrame dei tetti urbani in terreno fertile per prosperose oasi di verde metropolitane. Casa Ozanam è un giardino condiviso nato sul tetto di una fonderia futurista, una stamperia di lamiere a forma di macchina-nave immaginata negli anni’ 30 dall’architetto di origine bulgara Nicolaj Diulgheroff. La svolta green degli oltre 300 mq del livello superiore di questo edificio ex-industriale ha contribuito alla sua rinascita come casa di numerose attività, tra le quali anche una scuola di cucina e un ristorante a centimetro zero (www.ozanam.ortialti.com).

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Sempre in tema di eco-sostenibilità, in via Chiabrera, sorge il 25 Verde, la modernissima reinterpretazione di una capanna sull’albero o meglio un edificio-foresta abitabile, ideato dall’architetto Luciano Pia. Più di sessanta unità abitative, una superficie di oltre 7.500 mq e un microclima iper-ossigenato garantito da 150 alberi ad alto fusto, rendono il progetto uno dei più riusciti esperimenti di bio-architettura sostenibile. Tra piante che avvolgono terrazzi dal profilo irregolare, verde verticale, orti sui tetti e giardini pensili, anidride carbonica e polveri sottili non sono le benvenute. A fare da elegante cornice alla natura, elementi di Cor-Ten, legno e tante soluzioni green decisamente hi-tech (www.lucianopia.it).

 

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Aristocratica e modernissima, in via Alfieri, si trova la residenza The Number 6. Già conosciuta come Palazzo Valperga Galleani di Canelli di Barbaresco, costruita nel 1663 da Maurizio Valperga e ampliata nel 1781 da Michele Luigi Barberis, la struttura oggi, grazie all’intervento di restauro firmato dall’architetto Luca Petrone per Building, è un’elegante fusione di fascino antico e slanci di contemporaneità. Un piccolo e raffinato inno alla creatività che tra le storiche architetture protette dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici e Culturali del Piemonte ospita inattesi pezzi di design, opere contemporanee e installazioni d’arte pubblica (www.thenumber6.it).

Leggi anche → La casa più bella del mondo a Torino

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Meta obbligata per sperimentatori di nuova generazione e inguaribili curiosi in cerca di qualche indizio sul mondo che sarà, il complesso Toolbox Coworking, in via Egeo, è uno spazio condiviso di lavoro, con annessa community di freelance, nato dal restyling di uno storico edificio industriale progettato dall'architetto Caterina Tiazzoldi (co-autrice del concept Toolbox). Al suo interno anche due originali realtà tutte da scoprire. A metà fra centro di ricerca e bottega artigiana, Fablab Torino è un laboratorio delle meraviglie aperto a designer e fabbricatori digitali che qui possono dare forma alle proprie visioni. Sempre nella stessa struttura trova posto anche Casa Jasmina, un’abitazione-prototipo in divenire, sempre piena di idee e prenotabile su Airbnb (www.toolboxoffice.it).

 

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Parlando di alloggi temporanei pieni di charme non si può non citare il Bivacco Urbano, una soluzione abitativa decisamente originale, ricavata all’interno di un vecchio mezzo pubblico trasformato in un piccolo ma funzionale rifugio per creativi. Per dare forma all’insolita residenza d’artista, situata al crocevia tra corso Regio Parco e corso Verona, i membri di Progetto Diogene hanno attrezzato un tram color argento ormai in disuso con una micro-cucina, un bagno, un letto e diversi spazi per creare. Come in un vecchio film di Totò, il tram è così diventato una vera e propria abitazione che all’occorrenza sa vestirsi di mondanità e ospitare mostre o incontri (www.progettodiogene.eu).

 

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di Francesco Marchesi / 10 Luglio 2017

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