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Elle Decor Italia

A Bergamo, la terza edizione di ArcVision Prize

Architettura e donne. Il premio di Italcementi Group crea un ponte con il WE-Women for Expo

Uno degli aspetti più interessanti del premio che Italcementi Group dedica, ormai da tre anni alle donne architetto, celebrato venerdì 6 marzo, nell'’i.lab di Bergamo, centro ricerca progettato da Richard Meier, è la possibilità di osservare quello che sta accadendo nel mondo, attraverso gli occhi delle protagoniste della nostra epoca: imprenditrici, personalità politiche, attrici, intellettuali che, attraverso le proprie esperienze offrono sguardi diversi, lontani da quello omologato al genere maschile che è spesso predominante.

Dunque non è una caso che quest’anno ArcVision Prize abbia scelto di legarsi al progetto WE-Women for Expo - lo stesso per cui Elle Decor Italia ha indetto nel 2014 un concorso per la creazione di un'icona inossabile da tutte le donne - promosso in collaborazione col Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, volto a creare una rete mondiale per sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto alle tematiche di Expo 2015.

Nell’anno in cui Milano ospita l’Esposizione Universale – afferma Carlo Pesenti, Consigliere Delegato di Italcementi – ArcVision Prize ha coinvolto le Ambassador di WE-Women for Expo, nella convinzione che la buona architettura sia fatta di capacità creative e tecniche, ma anche di immaginazione, di sentimenti, di cuore. Qualità che le donne sanno esaltare, riempiendo di significato e di sensibilità la loro attività quotidiana.

Un premio speciale, dedicato a questa nuova collaborazione, è andato a Paula Nascimento, giovane talento che ha realizzato il progetto del Padiglione nazionale dell’Angola. Secondo Stefano Casciani, Direttore Scientifico dell'arcVision Prize, Paula Nascimento ha già raggiunto con il suo lavoro una qualità che esprime al meglio ed esalta il ruolo delle donne nello scenario globale della professione architettonica.

Alla svizzera Angela Deuber è andato il terzo arcVision Prize - Women and Architecture. La giuria ha riconosciuto nel suo lavoro nuove direzioni per l’architettura che al tempo stesso condensano con successo gli aspetti importanti per la ricerca strutturale della costruzione e dell’uso dei materiali, insieme al coinvolgimento e all’impegno per un decisivo ruolo sociale delle donne architetto. Tra le sue opere più interessanti: la Scuola di Thal (Svizzera 2013), un edificio nel quale la tecnologia costruttiva del calcestruzzo diventa anche il principale elemento linguistico riportando al centro del progetto gli aspetti più materici e concreti dell’architettura.

Tra le 30 candidate in rappresentanza di tutti i continenti , poi ridotte a 12 per la selezione finale, hanno ricevuto una menzione speciale tre architette, la cui storia professionale dimostra come un progetto non possa mai nascere slegato dalla realtà sociale.

La prima è la sudafricana Kate Otten, che coniuga cultura, geografia e materiali locali, sviluppando progetti che si confrontano con l’evoluzione sociale del suo paese. Lo testimonia il suo intervento nel Campus di Constitution Hill (Johannesburg 2004) un progetto di riconversione degli edifici vittoriani adibiti a prigione ai tempi dell’apartheid, in un museo vivente, un luogo della memoria nazionale, nonché l’inserimento di nuovi uffici per la Commission for Gender Equality.

La seconda è Patama Roonkrawit, Tailandese; non un semplice architetto, ma soprattutto un'attivista sociale. Il suo approccio multidisciplinare sottolinea l'importanza delle buone pratiche di collaborazione con la popolazione coinvolta nei progetti. Il risultato del suo lavoro è un progetto collettivo, come nel caso di TEN Bangkok (2006) un sistema di residenze alternativo, basato sull’autocostruzione, pensato per risolvere l’emergenza abitativa nella capitale, a favore della classe dei lavoratori.

Terza menzione per l’indiana Samira Rathod. Titolare di un piccolo studio, riesce comunque a realizzare edifici originali con particolare attenzione ai dettagli e ai materiali, dagli interni alle strutture e alle superfici, utilizzando calcestruzzo, vetro e metallo in una sorta di perfetta combinazione scultorea di forme e funzioni. La sua Baroda Art Gallery (Gujarat 2012) è a tutti gli effetti uno studio d'artista ma è anche uno spazio espositivo dove i visitatori possono vedere l'artista all'opera e viceversa.

La vincitrice Angela Deuber sarà presente ad aprile presso i.lab, il Centro Ricerca e Innovazione di Italcementi Group a Bergamo, in occasione della Milano Design Week, per coordinare un progetto di ricerca e un workshop della durata di due settimane.

www.italcementigroup.com
www.angeladeuber.com


di Massimiliano Giberti / 9 Marzo 2015

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