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Knoll: trame ideali

Libro e mostra a New York

Si deve a una donna, Florence Knoll, l’idea di creare tessuti adatti a vestire i mobili Knoll, poi diventati icone. Una tradizione che dagli anni ’40 arriva sino a oggi.

Difficile trovare una persona che non abbia mai visto un pezzo targato Knoll in vita sua: pezzi come la Diamond Chair di Harry Bertoia o il tavolo Tulip di Saarinen sono emblematici del gusto moderno. E ormai si vedono al cinema, in tv, dappertutto. Ma Knoll non è soltanto mobili. Ce lo racconta una bella mostra al Bard Graduate Center di New York, “Knoll Textiles, 1945-2010”, nella quale l’attenzione viene puntata su una divisione meno nota ma altrettanto rilevante: quella dei tessuti. “Si tratta di un volto dell’azienda che conosciamo poco”, spiega Paul Makovsky, direttore editoriale della rivista Metropolis e uno dei curatori della mostra. La vita e le vicende di KnollTextiles, questo il nome della divisione, sono lunghe ormai quasi quanto quelle del ramo arredamento.

Le origini dell’azienda risalgono ad Hans Knoll, figlio rinnegato di un noto produttore di mobili tedesco. Emigrato in America, Hans coinvolge nell’attività molti esponenti del movimento Bauhaus che, come lui, avevano abbandonato l’Europa. Negli Stati Uniti questi progettisti avevano trovato un pubblico interessato alle loro architetture, ma non i mobili adatti ad arredarle. In risposta a questa esigenza, nel 1938 Knoll apre la sua prima fabbrica. Tra i primi clienti c’è Florence Schust. Originaria del Michigan, Florence aveva studiato architettura in Inghilterra e, per completare il proprio percorso di studi, era ritornata negli Stati Uniti per lavorare a fianco di Mies van der Rohe.

Tra Hans e Florence scatta subito un’intesa speciale. Sono due individualisti dai caratteri complementari: lui ha una personalità prorompente e di grande carisma, lei una potente sensibilità progettuale. Si sposeranno nel 1946. “Lui era il naso, io gli occhi”, ha raccontato Florence Knoll a Paul Makovsky. Eccezionale direttrice, è stata lei che, lavorando a stretto contatto con designer e artisti, ne ha concretizzato le idee. Ma come è nato tutto? Florence non riusciva a trovare tessuti adatti a rivestire i suoi mobili. Quindi a un certo punto decide di produrli da sé. Durante la guerra, per rispondere alle esigenze di progetti architettonici semplici, utilizza stoffe da sartoria maschile provenienti dalle tessiture inglesi. Ma terminata l’austerità imposta dal conflitto Florence si impegna attivamente nello sviluppo della divisione tessile dell’azienda. E nel 1947 viene inaugurato un nuovo showroom in cui sono contemporaneamente esposte entrambe le linee, tessuti e arredi.

I punti di forza della collezione tessile degli anni Quaranta sono trame ruvide e nodose e texture tradotte che esplorano, spesso in modo inedito, le possibilità dei telai meccanizzati (i progetti sono per la maggior parte opera di Marianne Strengell, textile designer della prestigiosa Cranbrook Academy). Ci sono anche stoffe dalle Filippine: una in fibra di ananas, un’altra in canapa di Manila, una terza in pandanus - una pianta tropicale – che sarà ampiamente utilizzata come rivestimento per pareti e i pannelli di armadietti e scrivanie. KnollTextiles ha sempre avuto un carattere internazionale.

Nel 1946, durante la luna di miele in Svezia, al department store NK i Knoll scoprono Astrid Sampe, Stig Lindberg e Sven Markelius, che poi chiamano a collaborare. Hanno la capacità di trovare persone di talento ovunque, e l’elenco dei designer in forza nell’azienda in quel periodo include parecchi rifugiati di guerra. In seguito, la direzione della divisione tessile viene affidata, tra gli altri, a Eszter Haraszty, ungherese, il cui lavoro è esposto al Museum of Modern Art di New York; poi alla svizzera Suzanne Huguenin, che negli anni Sessanta ne era stata l’assistente, e negli anni Settanta a Barbara Rhodes, che introduce la supergraphics nella collezione. Tutti i direttori della progettazione seguono le orme di Florence Knoll e collaborano con i migliori designer. La lista è lunga: Helen Breese Miller, Noemi Raymond, Anni Albers, Evelyn Hill Anselevicius e, per un breve periodo, Sheila Hicks, scoperta proprio da Florence Knoll. Una filosofia dell’innovazione che continua ancora oggi. Dorothy Cosonas, attuale direttrice creativa, ha fatto entrare l’alta moda nella linea con KnollLuxe, attraverso le collezioni degli stilisti americani Proenza Schouler e Rodarte. “Cerchiamo”, dichiara, “di essere all’altezza del nostro passato, non di vivere alle sue spalle”. E questa è da sempre la strategia migliore.

Info: Knoll Textiles, 1945–2010, Gallery at Bard Graduate Center, 18 West 86th Street, New York, www.bgc.bard.edu, fino al 31/7.
Knoll. Un universo moderno, di Brian Lutz con la prefazione di Reed Kroloff (Sassi Editore, 300 pp., € 49, www.sassieditore.it).


di Arlene Hirst / 1 Luglio 2011

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