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Le tre cime di Renzo Piano

Muse, il nuovo museo laboratorio a Trento

A Trento, un museo laboratorio racconta le Dolomiti e le montagne, replicandone le linee. Forme aguzze, spicchi di vetro, pareti inclinate: una geometria instabile

Anche nel centro di Trento le montagne possono diventare una suggestiva apparizione. Per il MUSE - MUseo delle ScienzE - Renzo Piano, con il coraggio che lo contraddistingue, lascia che le montagne lo ispirino e facciano da guida alla sua architettura. Ma è un gioco pericoloso. I monti intorno superano i 2000 metri, mentre il museo è alto solo cinque piani. I suoi corpi obliqui hanno sagome, sezioni e altezze diverse, inframmezzati da pareti vetrate; le coperture sporgono rispetto ai fili delle facciate e questo produce un effetto stilistico un po’ goticheggiante, e un effetto naturalistico simile alle guglie e ai cristalli spesso usati per raffigurare le Dolomiti e la loro strana geologia. La natura diventa un’icona figurativa. Così Piano fa una doppia operazione: da un lato disegna un’architettura che ricalca i monti, dall’altro sostiene che i monti stessi siano edifici. Molteplici le parole chiave usate per avvalorare questa visione econaturalistica: sostenibilità, fotovoltaico, geotermia, acque piovane, chilometro zero, energia, fonti rinnovabili, zero gravità, bambù... Eppure il complesso non è uno zero, con i suoi 12.600 mq e i 130 metri di lunghezza. Più che un museo tradizionale dove osservare è una destinazione per fare un’esperienza simil-alpina, pur restando in città: un luogo didattico o meglio “una grande avventura per la mente”. I metri quadrati della mostra permanente sono meno di un terzo del totale. Divertimento, apprendimento, messa in scena sono un’unica entità, informale e allegra. L’architettura griffata dello Studio Piano sarà alla fine una parte minoritaria del progetto, perché il ruolo dominante (come spesso accade) sarà quello svolto dagli allestimenti e da ciò che è provvisorio, mediatico e interattivo. Lo spazio architettonico interno più importante è il big void, un vuoto di quattro piani che fa da punto focale del poliedrico mondo delle scienze ambientali; qui si incontrano la preistoria alpina, la sostenibilità, la geologia, le mostre temporanee, la natura, l’alta quota, l’esplorazione. In alto, un lucernario fa anche da camino. Facciate e coperture sono state realizzate da Stahlbau Pichler. A lato del museo c’è la serra tropicale montana con insetti e animali, quasi un micro- zoo; la sua forma a spigolo vivo è coerente con tutto il resto.

Info: MUSE, Trento, inaugurato il 27/7, www.muse.it


di Sebastiano Brandolini / 1 Agosto 2013

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