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Nella factory di Piet Hein Eek

L’officina-laboratorio a Eindhoven

A Eindhoven, il nuovo spazio di Piet Hein Eek con officina-laboratorio, showroom, shop e ristorante. Ridisegnato a misura dei suoi desideri in un ex complesso industriale.

Per anni Piet Hein Eek ha avuto un’officina-laboratorio a Geldrop, nella provincia olandese del Brabante, dove ancora vive con la moglie Jeanine Keizer e i tre figli. Lì la sua azienda ha iniziato a crescere, arrivando a un organico di 50 persone. La ricerca di una nuova location lo ha condotto insieme al socio Nob Ruigrok tra gli ex capannoni Philips, nell’area Strijp-R, una zona in via di riqualificazione del centro di Eindhoven. E anche se gli spazi erano il doppio di quello che stavano cercando, non ha esitato: “La mia immaginazione si è messa subito in moto”, racconta. “Con una superficie così ampia le possibilità erano infinite. Per esempio, avrei voluto allestire una sala da pranzo per i clienti. Ma qui sarebbe potuto nascere un vero ristorante! Poi mi sono venute altre idee, dar vita a uno shop, oltre allo showroom. E dedicare uno spazio a laboratori per giovani talenti”. La design factory di Piet ha aperto nel 2010 durante la design week olandese, senza neppure avere un nome: all’ingresso, su Halvemaanstraat, solo un cartello precario, con una scritta a pennarello: “Ristorante di Piet Hein Eek, da questa parte”. Oggi, a lavori ultimati, il complesso si distribuisce su due capannoni posti in parallelo. Uno che ospita l’officina, lo store e l’ufficio al piano terra, lo showroom al primo piano e uno spazio dedicato a esposizioni di lavori dello stesso Piet e di altri artisti-designer (la mostra inaugurale The Prologue è aperta fino all’8 aprile) all’ultimo livello. L’altro dove si trovano la cucina e il ristorante e alcuni studi/laboratorio.

Il visitatore che varca il cancello è subito attirato dalla vista di macchinari, assi di legno impilate, persone intente al lavoro che si scorgono attraverso le finestre dei padiglioni. Tutti gli spazi sono in relazione aperta tra loro, grazie alla scelta di creare pareti di separazione in gran parte di vetro. Piet Hein ha messo volutamente l’officina al centro del suo nuovo mondo: “Sorge nel cuore del complesso e tutte le altre funzioni vi sono state costruite intorno. Da qui si riesce a vedere ogni tappa compiuta dai prodotti, dove vengono concepiti, realizzati, venduti e distribuiti”. Una scelta piacevole anche per i clienti: “Così possono capire l’intero processo creativo. La trasparenza, in ogni senso, è il nostro tratto distintivo”. Il passato esercita una grande fascino su Piet: “I miei progetti nascono spesso da materiali vissuti. Come i legni di scarto. Li vedo belli e affidabili. Sono una base su cui posso costruire qualcosa di nuovo e funzionale, ma che dà la sensazione di esistere da anni”. È lo stesso approccio adottato per ristrutturare la factory, dove tutto quello che si vede sembra appartenere solo a questo luogo. In parte è così, l’ossatura degli edifici esiste da tempo. Ma l’intervento del designer è stato massiccio: “Gli infissi delle pareti e i pavimenti provengono per lo più da un altro edificio Philips. Anche alcune sezioni della facciata sono state reinstallate”. Piet Hein Eek, che deve la sua fama conquistata negli anni Novanta soprattutto alle sedie realizzate con legni di scarto, vede la sua nuova avventura nell’area Strijp-R come il passo più importante della sua carriera. “Una cosa del genere la fai una volta sola nella vita. Cinque anni fa non avrei potuto. Oggi sì”.

Info: Piet Hein Eek, Halvemaanstraat 30, Eindhoven, www.pietheineek.nl


di Tatjana Quax, Elsbeth Grievink / 10 Maggio 2011

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