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Elle Decor Italia

Paesaggi sonori

Guidati dalla passione per il suono

Un viaggio nel mondo del progetto e dell’arte, guidati dalla passione per il suono. Note, pentagrammi e strumenti di ultima generazione esplorano i confini di una nuova sensorialità.

Dare forma al suono e tradurlo in oggetto vuol dire migrare da un senso all’altro, dall’udito alla vista, al tatto. Ma anche far vibrare gli spazi e generare esperienze mai esplorate prima. Nell’arte come nell’architettura e nel design, il suono lo si ascolta e ancor più oggi lo si osserva nella sua essenza intangibile. Dal piatto neo-vintage al basso con tanto di software, dalle luci che si muovono in sincrono alle metafore sonore: cosa si intende oggi per suono? La nostra quotidianità è sempre più costellata da vibrazioni ritmiche, rumori sordi o assordanti e melodie più o meno contemporanee. Come viviamo tutto ciò nell’era della digitalizzazione, che tutto trasforma, sintetizza e campiona? “Dopo il predominio della vista, per altro già rilevato da Aristotele, stiamo sviluppando una nuova sensibilità verso gli altri sensi”, racconta Lorenzo Palmeri, designer e musicista che si è fatto conoscere al grande pubblico con Preparativi per la pioggia, il suo primo disco. Un progetto totale, nel quale convergono note e parole, ma anche grafica e interattività (www.preparativiperlapioggia.com). “Nel mio lavoro non cerco una sintesi tra le diverse discipline, ma seguo, curo e osservo il filo conduttore che è poi la mia progettualità”. Paraffina Slapster, per esempio, la chitarra disegnata da Lorenzo e scelta da Lou Reed, non trae ispirazione, come vuole la tradizione rock, dal corpo femminile, ma nasce dall’ascolto del gesto. L’incontro tra i due creativi è uno dei modi in cui musica e design si contaminano.

L’album Ignorance della band italiana CaptainSpock è un’altra espressione crossover tra design, arte e multimedia: con una collezione di 11 t-shirt completa di codice iTunes stampato sul retro, il gruppo aggira i tradizionali canali distributivi e consente ai fan di scaricare liberamente il disco online (www.captainspock.com). E ancora le indimenticabili jam session di Karim Rashid, in arte DJ Kreemy ai Magazzini Generali di Milano: chi non ha mai ballato al ritmo del design? E le sperimentazioni di Fabio Novembre che ha coinvolto artisti del calibro di Giuliano Sangiorgi, frontman dei Negramaro, e Jovanotti. Esperienze diverse che rivendicano la centralità del suono come elemento di intrattenimento e aggregatore sociale. Ma occorre più sensibilità verso questa inedita dimensione immersiva, minor timore reverenziale e maggior consapevolezza. “Senza suono, anche gli oggetti non sarebbero completi”, chiude Palmeri. “Achille Castiglioni era orgoglioso di quello prodotto dal suo Rompitratta, un guscio che rompe il filo elettrico per gestire le funzioni di on/off della luce”. Un interruttore che canta.

Di Paola Carimati e Ruben Modigliani hanno collaborato Lea Anouchinsky, Eugenio Cirmi e Arlene Hirst


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