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Elle Decor Italia

Young Talent: Emilie Colin Garros

La designer francese

IDENTIKIT
Nome Emilie Colin Garros
Nazionalità Francese
Titolo di studi Diplomata alla Scuola Esad di Rheims (Francia)
Segni particolari Poetica e dal segno grafico ben delineato. Pur essendo molto giovane (è nata nel 1982) Emilie si muove con grande dimestichezza nel mondo della sperimentazione tecnologia. Nelle sue mani, materiali naturali e puri come il legno, l’acciaio o l’alluminio esplodono le proprie qualità espressive per raccontare progetti rassicuranti e avveniristici al tempo stesso.
Info www.emiliecolingarros.com

La spiccata sensibilità della progettista francese unita alla capacità di intuire le potenzialità espressive di una corretta applicazione della tecnologia danno vita a un paesaggio di oggetti in grado di trasformarsi. Il segno delicato e discreto per un nuovo quotidiano dall’impatto emotivo elegante.

Forme garbate e discrete per questa scelta selezionata di lavori che sembra nascere da un gesto delicato. Istintivo e docile come una carezza. In realtà, pur preservando l’intensità emotiva del segno progettuale, ciò che guida il pensiero della designer è l’idea della trasformazione. Ovvero la curiosità di modificare il dato di realtà per amplificare le potenzialità espressive degli oggetti. Il tavolo in lamiera di acciaio Functional Rhythm, che nel 2010 ha vinto il concorso Project Assistance Grant promosso dal Via (Valorisation de l’Innovation dans l’Ameublement, l’istituto francese per il design), usa, per esempio, la tecnologia del taglio a laser per disegnare una fitta tessitura di pieni e di vuoti e creare un inedito effetto tridimensionale. Ruota attorno allo stesso tema l’appendiabiti Wep, realizzato nel 2010 per la mostra alla Biennale di Saint-Etienne 15 designers 15 artisans 1 graphiste 1 critique 1 off della quale Emilie è stata curatrice. Più soft, ma sempre elegante, il concept della lampada Flip e della griglia Ariane che esprimono una ricerca di tipo grafico. Entrambi gli oggetti sono presenze libere e nomadi che si muovono da uno spazio all’altro per dare forma a un nuovo linguaggio espressivo.


di Paola Carimati / 13 Maggio 2011

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