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La chiesa di Alvaro Siza a Rennes è un capolavoro minimal

Geometrie rigorose e volumi scultorei: così il grande maestro portoghese interpreta il sacro, offrendoci un nuovo, significativo esempio del suo modernismo poetico

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© Ana Amado

Se c’è un architetto che per la purezza solenne e poetica del suo linguaggio sa interpretare alla perfezione il sacro, quello è Alvaro Siza. La chiesa di Saint Jacques de la Lande, appena completata, ne è la conferma. Siamo in Bretagna, più precisamente a Rennes, e quello firmato dal grande maestro portoghese, Premio Pritzker 1992, è il primo edificio destinato al culto a vedere la luce nella regione francese nel Ventunesimo secolo.

© Ana Amado

Una candida e rigorosa composizione di volumi: così appare la chiesa di Alvaro Siza, che con la sua scultorea eleganza riflette in modo plastico e distintivo lo stile di Alvaro Siza. Sullo sfondo si stagliano palazzi a corte alti fino a cinque piani, un paesaggio urbano con cui l’architetto ha cercato di stabilire un dialogo. L’uso geometrico e pulito del cemento crea un’immediata sintonia tra lo spazio cerimoniale e la periferia che lo attornia. La chiesa non si erge, imponente ed estranea, sulla comunità, ma si pone sullo stesso piano, accoglie senza intimidire.

@ Ana Amado

In grado di contenere fino a 120 persone, la struttura si distribuisce su due livelli, raccordati da due rampe di scale e un’ascensore. Il primo livello è un volume a pianta quadrata di 16x6 metri, con un’altezza complessiva di 12 metri. A questo si sovrappone un piano cilindrico dal diametro di 14,75 metri, che è il vero tratto peculiare del progetto. Non a caso è qui che si concentrano le funzioni sacre, liberando il livello sottostante per uffici e spazi comuni.

@ Ana Amado

Due volumi quadrangolari di pari altezza si staccano a ovest di questo nucleo, incorniciando l’atrio d’ingresso. A dare un senso di simmetria, altri due blocchi identici si levano ad est, idealmente congiunti da un mezzo cilindro a sbalzo che si sporge dal livello superiore.

Se l'esterno è un compatto velo di cemento bianco, su cui si scorgono i segni dei casseri lasciati a vista, l’interno mitiga l'austerità del calcestruzzo con un ampio utilizzo del legno e del marmo. Entrando dalla scala principale ci si ritrova di fronte al crocifisso che svetta al riparo di una cappella. Sul lato opposto si trova l’abside, adornato da una statua della Vergine Maria. Lo spazio, minimale e rarefatto, nobilitato da pavimenti e pannelli di marmo, con cornici esterne in legno, evoca un senso di pace e contemplazione.

© Ana Amado

Ad acuire l’effetto ci pensa la luce, protagonista dei progetti di Alvaro Siza che filtra, lirica e solenne, da tagli e lucernari posto sul soffitto. Geometria ed emozione: è il modernismo poetico di Siza, che traspare in tutta la sua pienezza e maturità artistica. “Mentre la sua opera emana sicurezza di giudizio, essa risulta chiaramente potenziata da prudente riflessione. Mentre siamo abbagliati dalla luminosità dei suoi edifici, avvertiamo tutta la loro consistenza”, con queste parole, nel 2012, la Biennale di Venezia gli conferiva il Leone d’oro alla carriera. Guardando la chiesa di Saint Jacques de la Lande sembra di sentirle riecheggiare tra le pareti candide.

© Ana Amado


di Elisa Zagaria / 20 Febbraio 2018

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