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Alvaro Siza firma il progetto per la Fondazione Nadir Afonso

Due firme dell’architettura portoghese racchiuse tra le mura di un elegante edificio

Alvaro Siza, indiscusso maestro dell’architettura portoghese, ha da poco ultimato il progetto per la Fondazione Nadir Afonso, architetto e artista lusitano che mescolò il progetto architettonico alla pittura surrealista. Nadir Afonso collaborò con Le Corbusier e Oscar Niemeyer; dopo gli anni Sessanta si dedicò, quasi esclusivamente, alla pittura senza dimenticare la delicatezza del segno e l’inventiva della composizione architettonica. Proprio dai dipinti di Afonso nascono le figure dei volumi che compongono la Fondazione progettata da Siza.

Siamo a Chaves, nel Portogallo più settentrionale, meno noto, quasi al confine con la Galizia: la Fondazione Nadir Afonso sorge lungo la riva destra del fiume Tâmega e dal fiume trae la sua ragione planimetrica. L’intero edificio sorge su una grande soletta continua sollevata da terra di tre metri e mezzo, così da salvarsi da eventuali piene del fiume; la struttura poggia su una serie di setti in cemento trasversali al letto del fiume che scandiscono il ritmo delle facciate. Visto dall’alto il progetto ha una forma subito riconoscibile, un insieme di linee spezzate ma del tutto armoniche che convergono a disegnare un oggetto unico quasi fosse una cicatrice estrusa del suolo.

L’edificio è calibrato su elementi aggettanti e rientranti, riempiendo così i prospetti di pieni e vuoti alternati. Il colore bianco del cemento conferisce un tono di sobrietà e distinta eleganza all’intera costruzione che, nonostante uno spessore materico notevole, appare leggera e fluida, una figura che si scopre in progressione seguendo la traccia di una pennellata sulla tela.

L'architetto portoghese traduce nella terza dimensione lo spirito artistico di Nadir Afonso: un unico edificio-arca (c’è sempre qualcosa di ‘sacro’ e ‘puro’ nell’estetica di Siza) contiene gli stili di due grandi figure del panorama culturale portoghese. Il progetto della Fondazione si inserisce in una visione allargata al paesaggio della regione: l’edificio di Siza infatti dialoga con le vicine rovine della Longras mediando una conversazione tra il nuovo e l’antico.

La vegetazione, per lo più alberi da frutto, completa il quadro mediterraneo dell’insieme. Internamente gli ambienti sono disposti longitudinalmente e i percorsi lungo le gallerie che ospitano i disegni e le tele di Afonso ricevono luce dalle finestrature continue aperte sui lati e dai grandi lucernari del soffitto . In facciata ballatoi e terrazze/verande diventano un filtro tra lo spazio esterno e il paesaggio naturale verso il fiume Tâmega. 

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di Giovanni Carli / 26 Ottobre 2016
tags:

musei , Alvaro Siza

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