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Apple Park, tutto quello che non puoi non sapere

L’opera omnia di Apple a Cupertino a pochi mesi dall’inaugurazione: sarà davvero l’ufficio migliore del mondo?

apple-park-cupertino
Getty Images

L’Apple Park sarà il miglior edificio per uffici del mondo? Sicuramente queste erano le intenzioni di Steve Jobs, che ha cominciato a immaginare il nuovo Campus Apple nel 2011 come un luogo aperto verso gli altri e la natura (da non sottovalutare quando si parla di una delle aziende più note per la sua segretezza).

Per ora dobbiamo accontentarci di leggere l’articolo di Steven Ievy, il giornalista di Wired che ha visitato in anteprima l’opera omnia dei maestri della tecnologia digitale: un report dettagliato che ripercorre le tappe fondamentali del progetto, le visioni e i retroscena tecnici. Ma anche un lungo elenco di record, eccentricità e “prime volte” necessarie se si vuole costruire l’ufficio migliore del mondo (leggi anche → Nasce il tempio del lavoro secondo Steve Jobs).

#vetro
Quello di Apple è bianchissimo, quello di Apple Park è anche grandissimo: per risolvere il primo problema è “bastato” smorzare il tono verdastro tipico del vetro verniciando il retro di bianco (con una punta di rosa svela Jonathan Ive a Wired); per il secondo il gruppo tedesco Seele ha dovuto coordinarsi con il produttore dell’autoclave per sviluppare un sistema abbastanza grande da realizzare pannelli alti 14 metri.

#porte
All’interno di The Ring, masterpiece del campus firmato Norman Foster, ci sarà un caffè con porte scorrevoli a vetri alte 4 piani, pesanti circa 200 kg l’una, che scorreranno silenziosamente grazie a un meccanismo sotterraneo.

#ariacondizionata
Non c’è. Ricordate l’articolo dedicato dal New York Times a uno studio secondo il quale il condizionamento degli uffici era settato su un uomo sulla quarantina, del peso di circa 70 Kg, e quindi rappresentava una discriminazione di genere? Apple Park trova la soluzione con un edificio che “respira” e un pavimento raffrescato o riscaldato ad acqua, dove non si rischia quell’effetto “casinò” in cui non si sa se sia giorno o notte, estate o inverno.

#sostenibilità
Tutto il campus di Apple a Cupertino sarà alimentato da energia sostenibile, proveniente in gran parte dai 75.000 metri quadri di pannelli solari.

Foto: Getty Images

#wireless
Ovvio. Quello che non è ovvio è che tutte le scrivanie sono in legno riciclato, fissate alla parete con fibre ottiche e cavi elettrici integrati e personalizzabili in altezza grazie a due pulsanti.

#wellness
Se Google fece scuola con i primi benefit offerti ai dipendenti sul posto di lavoro, Apple risponde con un Fitness & Wellness Center di oltre 9.000 metri quadri, con area yoga su due piani, completamente rivestita di una pietra del Kansas dilavata per renderla simile a quella dell’hotel preferito da Steve Jobs nel Parco Nazionale di Yosemite, servizi medici e dentisti.

#pizza
Francesco Longoni, l’italiano a capo della caffetteria di Apple Park, ha contribuito al brevetto di una scatola per la pizza che la mantiene croccante, evitando che si inumidisca.

#prototipi
Apple prototipa tutto. Dall’I-pod alla caffetteria: prima di costruire la versione definitiva ne hanno provata una in scala ridotta vicino all’Infinite Loop.

#alberi
9.000 per la precisione, tutti resistenti alla siccità della California, perché “secondo Steve Job gli alberi erano l’opera d’arte più bella. Diceva: ‘La cosa più sorprendente sugli alberi è che non importa quanto sei ricco: non potrai mai comprare un albero davvero vecchio e bello’ racconta ancora l’architetto Stefan Behling a Wired.


di Carlotta Marelli / 18 Maggio 2017

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