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Archea Associati, com'è il nuovo Eataly di Trieste

Il progetto dello studio di architettura fiorentino trasforma l'ex Magazzino dei Vini sul lungomare della città con un grande volume trasparente

archea-associati-eataly-trieste
Pietro Savorelli

 Un lavoro di intervento e recupero dello storico Magazzino dei Vini di Trieste è l’occasione di costruire un edificio nell’edificio, nel rispetto delle connotazione architettoniche e paesaggistiche della città

Trasformare reinventando: questa l’idea centrale alla base dell’intervento di recupero e trasformazione di Archea Associati per il nuovo Eataly di Trieste all'intero dell’ex Magazzino dei Vini sul lungomare di Trieste, un edificio ottocentesco che fa parte della storia commerciale di questa città cosmopolita e mitteleuropea.

Come intervenire dunque su un’icona architettonica cittadina? Il progetto di Studio Archea non modifica il volume originario ma lo occupa creando al suo interno un ulteriore edificio. Quest’ultimo di vetro, etereo e traslucido, è completamente indipendente dal primo, pur restando collegato per dimensioni, alla metratura originaria e alla sua caratteristica ampia facciata.

Lo stacco fisico tra il nuovo “manufatto” e l’edificio storico consente di realizzare uno spazio dalla caratteristica ibrida di interno/esterno di grande suggestione. Il vetro che costituisce l’involucro interno riflette i contorni delle mura del magazzino e delle sue aperture permettendo di rendere visibili le attività che vi si svolgono all’interno.

Il nuovo importante volume di 3.600 m2, si sviluppa su quattro livelli: il piano più basso, completamente interrato, è adibito a parcheggio; quello soprastante, comunque a un livello inferiore rispetto alla strada, risulta illuminato dallo spazio creato tra l’involucro originario e quello nuovo; il piano terra, rialzato di 80 cm rispetto alla strada, collima precisamente con l’antico livello di sicurezza rispetto al punto massimo della marea, infine il nuovo piano soppalco, che pur superando l’altezza dei muri perimetrali, raggiunge la medesima quota dell’originario tetto a falde, andato distrutto.

L’edificio, creato come centro di attività commerciale e di ristorazione per Eataly, non dimentica ovviamente la sua nuova vocazione aprendo verso il mare una grande finestra che permette una straordinaria vista del porto di Trieste.

www.archea.it


di Paola Testoni / 7 Febbraio 2017

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