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4 architetti famosi per la San Pellegrino Flagship Factory

I 4 alfieri del design Michele De Lucchi, MVRDV, BIG e Snøhetta sono in gara per la realizzazione della nuova San Pellegrino Flagship Factory

La sua stella rossa troneggia sui tavoli più esclusivi del mondo, la moda la ama e veste la sua bottiglia con le limited edition degli stilisti e gli architetti più famosi del mondo disegnano la sua nuova casa: stiamo parlando di San Pellegrino, l'acqua gasata più famosa del mondo.

La sua è una storia iniziata nel 1899 in Val Brembana, provincia di Bergamo, con la Società Anonima delle Terme di San Pellegrino, che diventa internazionale nel 1925 quando Ezio Granelli acquista l'azienda e aumenta la produzione da 35.000 bottiglie all'anno a 120.000 bottiglie al giorno. Diventa un'icona tutta italiana, simbolo di fine dining, amata dal mondo della moda – nelle occasioni speciali abbandona la sua grafica Art Nouveau per vestirsi di nuovi, eleganti abiti, tra i quali quelli di Bvlgari e Missoni – ma anche dal cinema, con cammei di tutto rispetto nel film “La Dolce Vita” di Federico Fellini e nei salotti della “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino.

Adesso il restyling diventa totale e con il progetto San Pellegrino Flagship Factory (ancora un rimando al mondo della moda e dei suoi flagship store) quattro degli architetti più famosi al mondo disegnano la nuova casa che, come un abito, deve essere bella, armonica rispetto all'ambiente e raccontare la personalità e la storia di quest'acqua, definita “lo champagne delle acque minerali” per la finezza del suo gusto e per il suo “perlage” leggero. 

I risultati hanno sfilato tra gli sfarzosi decori liberty del Casinò di San Pellegrino, opera dell'architetto Romolo Squadrelli: in passerella sfila prima la poesia sottile di Michele De Lucchi che, all'insegna di “naturalità, purezza, rigore e coolness”, gioca con il vetro e la pietra e prevede una serra per accogliere una famiglia di farfalle; segue MVRDV con una grande stella sopraelevata e un gioco di sexy trasparenze vedo-non-vedo che punta tutto sul brand.

Il vulcanico BIG sceglie invece l'arco in pietra, massiccio o sottilissimo a seconda del punto di vista, per parlare di potere e purezza, valori-simbolo dell'acqua ma anche della natura alpina mentre Snøhetta lavora di sartoria e avvolge tutto con una rete di acciaio che si adatta alle forme del corpo (di fabbrica) enfatizzando i valori di S. Pellegrino e della sua natura.

A valutare i nuovi abiti una giuria autorevole, coordinata da Luca Molinari e composta da membri interni di Nestlé e del gruppo San Pellegrino ma anche da personalità internazionali come Elena Manferdini, Giulio Cappellini, Laudomia Pucci ed Edwin Heathcote; ad ammirarli la stampa, le autorità locali ma anche tanti architetti, residenti ed appassionati partecipi di un'operazione che fa della trasparenza la sua chiave di volta: dall'acqua, al vetro, al progetto.

www.sanpellegrino.com


di Carlotta Marelli / 20 Settembre 2016

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