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Architettura bioclimatica da vacanza

L’architetto spagnolo Marià Castelló Martínez progetta una casa bioclimatica sfruttando i venti, l'esposizione al sole e l'acqua piovana

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Marià Castelló

È un esempio di architettura bioclimatica questo recente progetto firmato dall’architetto spagnolo Marià Castelló Martínez. Si chiama Can Xomenu Rita e prende il nome del luogo dove è stata realizzata, nell’entroterra di Formentera.

Qui, circondata da campi di grano e avena, in una zona caratterizzata da una vegetazione rada e bassa, è stata conclusa nel 2016 una piccola casa bioclimatica di poco meno di 70 metri quadri.

Foto di Marià Castelló

 

Come da vocazione dello studio spagnolo nato nel 2002, la premessa a questo progetto è stata quella di rispettare il territorio trovando il giusto compromesso tra le esigenze del cliente, l’architettura locale e il paesaggio circostante. È nata così Can Xomenu Rita, un progetto la cui semplicità è percepibile già sulla carta osservandone la pianta. 

 

Foto di Marià Castelló

Foto di Marià Castelló

 

L’abitazione è divisa in 3 fasce che uniscono la parte più pubblica a sud, affacciata sul portico pieno di luce, con la parte più privata a nord, che ospita la zona notte. Lungo l’asse est-ovest sono collocate le camere da letto. Nella fascia centrale infine si trovano gli spazi comuni, con la sala da pranzo, la cucina e il soggiorno.

 

Foto di Marià Castelló

 

Questa suddivisione degli spazi non nasce certo a caso, ma dopo un attento studio dei venti in questa zona dell’isola. Come progettazione bioclimatica vuole, infatti, la pianta è stata pensata per godere al meglio della circolazione dell’aria negli interni che regala d’estate una temperatura naturalmente fresca senza il ricorso a condizionamento. 

 

Foto di Marià Castelló

Foto di Marià Castelló

 

Con lo stesso intento è stato concepito il portico, la cui ampiezza è stata studiata per trovare un compromesso che proteggesse la casa dal sole d’estate ma lasciasse spazio all’ingresso di raggi solari d’inverno.

Oltre al comfort termico, grande attenzione in tutte le architetture bioclimatiche è prestata anche allo spreco d’acqua. A questo fine è stata progettata una cisterna esterna destinata allo stoccaggio di acqua piovana. Anche qui l’approccio bioclimatico basato sul principio di autosufficienza e rispetto per la natura è ben evidente.

L’architetto, abbracciando queste strategie progettuali “passive”, riesce così nell’intento di controllare il microclima interno all’abitazione massimizzando l’efficienza degli scambi termici tra edificio e ambiente. 

 

Foto di Marià Castelló

 

 

www.m-ar.net/ct/

 


di Redazione Digital / 18 Agosto 2017

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