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La magia dell'architettura giapponese circondata dall'acqua

Su un’isoletta l'edificio dal tetto scultoreo di Hiroshi Sambuichi diventa il punto di aggregazione per l’intero villaggio

architettura-giapponese-centro-sociale-naoshima
Shigeo Ogawa courtesy Sambuichi Architects

Un tetto scultoreo sotto al quale trova ospitalità un centro sociale: è il progetto di Hiroshi Sambuichi per la cittadina di Naoshima in Giappone

Un'architettura giapponese tradizionale nel mare interno di Seto, in Giappone, su una piccola isoletta si trova la cittadina di Naoshima dove la comunità locale ha commissionato all’architetto Hiroshi Sambuichi un centro sociale.

Il progetto è nato quindi con una forte identità culturale che è stata tradotta in un tetto scultoreo che suggerisce immediatamente un senso di casa e di ospitalità. Anche il largo uso dell’hinoki, il cipresso giapponese, come legname è un forte riferimento alla tradizione locale oltre ad avere la capacità di creare una calda atmosfera di benvenuto.

Il complesso è formato da due strutture ravvicinate e molto simili esteriormente: la prima a forma di teatro a gradoni, un set storicamente utilizzato nelle regioni di Shikoku e Seto, la seconda una sala polifunzionale con alcune sale tatami, con pavimenti coperti dai tipici tappeti giapponesi.

Per il controllo della temperatura il progetto ha previsto un’apertura triangolare nel tetto che riprende la pendenza del declivo e permette il passaggio dell’aria per rinfrescare l’interno e un sistema di tubature che attinge acqua dal sottosuolo e la inoltra nei controsoffitti che l’enorme tetto riesce a creare.

Le diverse tonalità del legno di hinoko vengono sfruttate per creare una struttura multi-tonale molto contemporanea che si ispira però all’architettura tradizionale: "Il grande tetto della sala ha la tradizionale forma a padiglione che si vede spesso nei villaggi di Naoshima", afferma l’architetto Sambuichi.

"Questa forma è una visualizzazione del flusso dell’aria in movimento e produce una differenza di pressione che ne facilita la circolazione".

Nella parte più alta del tetto si trova un’intercapedine dove le strisce di cipresso assumono l'aspetto di feritoie: una struttura che ispiranosi al tradizionale tetto di paglia è capace di proteggere dalla pioggia  consentendo però alla brezza di attraversarla.

Una delle caratteristiche del progetto è la scelta di utilizzare materiali semplici, per questo negli interni si alternano finiture di gesso con mattoni di argilla a vista mentre per i pavimenti si è utilizzata una soluzione di scarto di una vicina fabbrica di sale, oltre all’hinoki presente sia per superfici orizzontali che verticali.

Secondo la tradizione nipponica del rapporto tra interni ed esterni si è deciso di punteggiare i giardini che circondano gli edifici di muschio, aceri e ciliegi mentre le rive di un lago creato appositamente possono trasformarsi in un palcoscenico all'aperto.

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di Paola Testoni / 30 Marzo 2017

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