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In Olanda l'architettura in mattoni rossi che parla con le emoji

Un edificio in mattoni rossi in Olanda firmato Attika Architekten usa le faccine di WhatsApp per comunicare con i suoi abitanti

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Bart van Hoek

Avreste mai immaginato che anche un’architettura in mattoni tradizionale potesse esprimersi attraverso un linguaggio super contemporaneo, preso in prestito dal mondo digitale? Quando ad Attika Architekten, studio con sede ad Amsterdam, è stato chiesto di progettare un complesso residenziale e commerciale nel centro cittadino di Vathorst, ad Amersfoort, Olanda, che si inserisse in uno sviluppo periferico caratterizzato da un vivo mix di funzioni (biblioteca, teatro e scuola) tutte rivolte ad un pubblico giovane, si sono chiesti come poterlo far dialogare con i nuovi utenti, mantenendo comunque un carattere tipico.

Foto di Bart van Hoek

Si sono guardati intorno e vicino al loro studio di Amsterdam l’attenzione è ricaduta su La Casa delle Teste (in olandese Huis met de Hoofden), un edificio storico risalente ai primi anni del 1600 commissionato da un ricco mercante e collezionista, agli architetti Hendrick e Pieter de Keyser. La facciata della casa “osserva”, attraverso sei enormi teste alte circa un metro e larghe 50 cm che rappresentano gli Dei, Apollo, Cerere, Mercurio, Minerva, Bacco e Diana, e che furono aggiunte alcuni anni dopo la costruzione, dal secondo proprietario Louis de Geer, ricco amatore dell'arte e della cultura. Tornando poi con la mente ai meravigliosi medaglioni in terracotta invetriata bianca e azzurra di Andrea della Robbia che decorano con neonati in fasce il loggiato esterno dello Spedale degli Innocenti, su piazza SS.Annunziata a Firenze, gli architetti hanno non hanno potuto resistere.

Foto di Bart van Hoek

Le emoji sono il linguaggio internazionale più utilizzato e in più rapida crescita, hanno un valore storico! Le persone, e specialmente i teenagers li conoscono, sono immediatamente riconoscibili; la loro forma è perfetta, rotonda, iconica e delicata. Quelle faccine sono divertenti, e creano un dialogo e ed empatia con chi le osserva.

Foto di Bart van Hoek

Perché non decorare i due nuovi edifici in mattoni rossi, uno allungata sulla piazza, ed uno con un orologio ben visibile da lontano, con le figure simbolo del nostro tempo? Sono nate così le facciate culturalmente-contemporanea ed eccentriche dell’ Emoticon Façade. L’edificio che ospita negozi e appartamenti ed è costruito su una piazza caratterizzata da una maestosa quercia secolare, è formato da una griglia continua di pilastri in mattoni e travi di cemento bianco ed è avvolto da cinture composte da 22 emoticon di WhatsApp.

Foto di Bart van Hoek

Gli elementi a cinghia in cemento fanno parte della struttura in mattoni pieni e funzionano non solo come elemento decorativo, ma anche come mensola ad angolo che supporta il peso del mattone. Quindi sono, oltre che belli anche funzionali.

Foto di Bart van Hoek

Dietro alla scelta decorativa si potrebbe forse leggere una leggera critica della dipendenza della nostra società dai social media, un gioco sulla convergenza di due mondi, quello reale e quello digitale, o anche un tentativo di inaugurare una nuova era architettonica, una sorta di neo-postmodernismo; per alcuni il gesto è una sorta di scherzo nei confronti dei critici d’architettura sempre inclini a aggiungere strati di complessità a scelte che sono semplicemente, un divertimento.

Foto di Bart van Hoek

In ogni caso ci fidiamo delle parole del progettista Changiz Tehrani che racconta: “Nell'architettura classica usavano le teste dei re, di dei ed altro in facciata, noi ci siamo chiesti: cosa possiamo usare come ornamento, che faccia riconoscere questo edificio come appartenente alla nostra epoca? La risposta era ovvia: emoji. L'emoji è una cosa di ora, gli studenti siedono in piazza, pranzano e fotografano l’edificio divertiti. Non volevamo un edificio noioso”.

www.attika.nl

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di Laura Arrighi / 17 Luglio 2017

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