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Come si accostano 50 anni di architettura norvegese in un unico edificio?

Lo studio norvegese Snohetta firma un secondo ampliamento degli spazi progettati da Erling Viksjö nel 1964

Non c’è due senza tre, e questa volta lo dimostra il nuovo progetto firmato dallo studio Snøhetta. 22 anni dopo aver completato il primo ampliamento del Museo d’Arte di Lillehammer in Norvegia, lo studio di architettura norvegese è stato scelto per progettare un ulteriore spazio che interessa sempre lo stesso centro museale e il cinema adiacente.

La storia e l’evoluzione di questo spazio è un'interessante prova di come si possa far dialogare progetti architettonici e artistici concepiti in epoche diverse, quando lo studio incaricato del lavoro progetta tutto l’intervento con rispetto per l’architettura già esistente e con una particolare sensibilità.

Sia il Museo d’Arte di Lillehammer che il cinema occupano un edificio che era stato originariamente progettato da Erling Viksjö nel 1964, e tutt’ora è considerato uno dei lavori più rappresentativi dello stile architettonico dell’epoca in Norvegia. Un primo intervento dello studio Snøhetta nel 1994 aveva portato alla creazione di un nuovo edificio indipendente, che era stato concepito come un ponte ideale tra lo stile norvegese degli spazi originali del 1964 e l’espressione formale degli anni ’90. Con il nuovo e secondo intervento, ultimato nel 2016, lo studio norvegese ha progettato nuovi spazi che uniscono l’edificio originale del 1964 con quello del 1994: la nuova sala espositiva Weidemannsalen e due nuovi teatri.

Il nuovo spazio espositivo, collegato al museo d’arte, è dedicato a Jakob Weidemann (1923-2001). Ospita laboratori per bambini al piano terra con finestre che vanno dal pavimento al soffitto, ed è sormontato da una sala al primo piano nella quale sono esposte le opere dell’artista. Tutta la facciata di questo nuovo spazio è stata rivestita in acciaio lavorato a sbalzo dall’artista norvegese Bård Breivik.

L’integrazione tra arte, architettura e paesaggio è sempre presente in tutti i lavori dello studio Snøhetta, e prima ancora lo era nei progetti di Erling Viksjö. Per questo motivo quando è stato realizzato il primo ampliamento nel 1994 gli spazi tra gli edifici erano stato trasformati in un giardino dell’arte, in collaborazione con l’artista Bård Breivik. E con il nuovo intervento del 2016, una delle due nuove sale del cinema si trova accanto a questo spazio verde, così da ricreare quell’armonia perfetta tra paesaggio e architettura.

www.snohetta.com

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di Maria Chiara Antonini / 10 Gennaio 2017
tags:

musei , Snohetta

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