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Le 7 architetture di Bergamo che vale davvero la pena scoprire

Tra Città Alta e Citta Bassa, come scoprire il Sottosopra del capoluogo orobico

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© Carlo Deregibus

La chiesa di Longuelo di Pino Pizzigoni fotografata da Carlo Deregibus

Bergamo Alta e Bassa, sopra e sotto, forse addirittura Sottosopra, come nella serie tv cult ideata da Matt e Ross Duffer, anche Bergamo ha le sue Stranger Things da vedere, sette luoghi dall’aria decisamente meno inquietante ed Eighties di quelli del telefilm, per un breve itinerario alla scoperta del volto più inatteso e contemporaneo della città orobica.

Le architetture dell’ex-monastero delle Dimesse e delle Servite, in via San Tomaso, segnano il confine tra i due mondi che contribuiscono a disegnare l’originale personalità della GAMeC, la Galleria d'arte moderna e contemporanea di Bergamo. Il guscio quattrocentesco dell’ex-monastero, diventato nel tempo anche centro militare, oggi protegge un’anima dedica alla contemporaneità e alla creatività. Oltre 2000 mq, recuperati dal progetto firmato dallo Studio Gregotti Associati International, all’interno dei quali trovano posto collezioni permanenti, mostre temporanee, due ambienti futuribili immaginati da Joe Colombo, fotografie e disegni industriali come le creazioni di Pio Manzù, Parentesi e Fiat 127 (www.gamec.it).

 

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Nel quartiere di Longuelo fa bella mostra di sé l’inconfondibile profilo della Chiesa dell'Immacolata disegnata da Pino Pizzigoni, più che un semplice architetto un vero e proprio local hero, autore di estrose architetture cittadine come la Casa Cubo o il Condominio Pagoda. L’edificio che ha da poco compiuto cinquant’anni è stato concepito per evocare l’idea di una tenda nel deserto, costituita da una serie di sottili volte di cemento armato. All’interno solo due opere, una grande Madonna pop–optical di Telmo Pievani e un tabernacolo in rame dorato di Claudio Nani, che impreziosiscono l’ambiente arredato con elementi in Pietra Simona.

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Rossissimo e indecifrabile, un altro degli stranger place di Bergamo è sicuramente il cosiddetto Kilometro Rosso che costeggia l’autostrada alle porte della città. Progettato dall’architetto francese Jean Nouvel, la scenografica struttura è uno dei principali parchi scientifici-tecnologici italiani. Un centro multidisciplinare di 400.000 mq votato all'innovazione radicale e alla sperimentazione, protetto dal verde alberato di un parco e da un muro lamellare metallico di colore rosso che scorre accanto all’asfalto per esattamente mille metri, trasformandosi in una suggestiva quinta architettonica per le idee più avveniristiche e futuribili (www.kilometrorosso.com)

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Meno monumentale ma ugualmente concentrato nell’individuare nuove e affascinanti intuizioni creative, in via S. Bernardino, ecco l’Artisan Café. Un caffé letterario 2.0, un negozio, uno spazio eventi o più semplicemente quasi 400, eclettici, metri quadri da scoprire. Sotto gli archi di mattoncini rossi e le travi di legno e acciaio, tra luci pendenti e comode poltrone, lo spazio è riservato a mobili di design esclusivamente realizzati a mano: strati multipli di assi di bancali o elementi in lamiera che diventano tavoli, ispirate combinazioni di tubi, assi e metallo. Nello shop, gli infaticabili esploratori del mondo del design potranno sempre acquistare la maggior parte delle idee esposte in questo locale decisamente sui generis (www.artisancafe.it).

 

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Il passo successivo porta a un luogo veramente segreto. Per scoprire le atmosfere del Sottovoce Speakeasy, in via Canove, infatti, non basta prenotare, ma occorre conoscere la parola d’ordine corretta da sussurrare all’ingresso. Senza di quella non sarà possibile superare la soglia e immergersi in un elegante mix di atmosfere anni Venti, rimandi al Proibizionismo e citazioni di spericolati e illegali momenti di spensieratezza newyorkesi. In pieno stile Twenties, gli interni sono impreziositi da poltrone di pelle e abat-jour dall’aria rétro, ma in questo angolo di città sospeso nel tempo le sorprese non finiscono qua, come si potrà facilmente scoprire imbattendosi negli inattesi affreschi alle pareti.

 

La tappa seguente è un’altra porta inaspettata verso nuovi mondi da scoprire. Nell’omonima via, le vetrine della libreria Incrocio Quarenghi sono una calamita per lo sguardo dei passanti. In questa colorata ed eccentrica libreria è sempre possibile farsi rapire da oggetti originali, farsi svelare ciò che si scrive in Oriente e Occidente, aprire finestre su universi poco frequentati come la letteratura sudafricana. Tra gli scaffali delle librerie, tutto il magico fascino delle copertine di libri d’arte, architettura, design, edizioni rare e particolari, manuali di origami e scrapbooking, accanto a confortevoli angoli dove rilassarsi (www.incrocioquarenghi.it).

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Ultimo passo di questo itinerario tra i luoghi più originali di Bergamo, una location in corso di rinascita. Sotto piazza Dante si nascondono gli scenografici spazi dell’Ex Albergo Diurno, nato nel 1944 come rifugio antiaereo, riconvertito poi in spazio pubblico dedicato alla cura della persona e chiuso definitivamente nel 1978. I più fortunati hanno potuto dare, dopo tanto tempo, una sbirciata ai 1200 metri quadri di questo spazio simbolo della città grazie alla recente manifestazione Contemporary Locus, in occasione della quale l’ex-Diurno si è vestito delle opere site-specific di Alvin Curran e Kader Attia. Per tutti gli altri, l’appuntamento è rimandato al 2019 quando la struttura dovrebbe riaprire, ma non sono escluse sorprese.

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di Francesco Marchesi / 18 Luglio 2017

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