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La biblioteca più preziosa di Francia dopo il restauro è ancora più bella

Il Quadrilatero Richelieu, uno dei monumenti culturali più significativi di Parigi, dopo il progetto di rinnovamento dell'Atelier Bruno Gaudin

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Marchand Meffre

Si è da poco conclusa la prima fase di restauro del Quadrilatero Richelieu, uno dei monumenti culturali tra i più significativi di Parigi, sede di importanti istituti nazionali tra cui la Bibliothèque Nationale de France, la Bibliothèque de l'Institut National d'Histoire de l'Art e il Dipartimento di Arti Performative. Si tratta di un lavoro complesso e meticoloso, portato avanti dall’Atelier Bruno Gaudin, in stretta collaborazione con la Soprintendenza Nazionale per i Beni Culturali che ha dovuto rispondere alla duplice esigenza di preservare e valorizzare i valori storici di questo edificio-isolato, cresciuto per successive quanto indipendenti giustapposizioni, nell’arco dei secoli, adattandolo alle esigenze funzionali e tecniche contemporanee.

Foto © Marchand Meffre

Dietro all’apparenza di una facciata unitaria, il Quadrilatero Richelieu, nasconde numerosi edifici differenti, costruiti in epoche diverse, con principi distributivi e linguaggi sempre nuovi e autonomi. La loro somma, ottenuta attraverso grandi corti, passaggi coperti, logge e corridoi, non restituisce quindi un’immagine complessiva del manufatto, ma ne complica l’uso rendendolo rigido ai programmi che la gestione contemporanea di un sito culturale comporta.

Foto © Takuji Shimmura

Il progetto di Bruno Gaudin, ha preso le mosse da un rilievo preciso dello stato di fatto, isolando le parti originali dei padiglioni dalle manomissioni o superfetazioni aggiunte nel tempo, per procedere a un lavoro di ripulitura e semplificazione degli spazi e delle connessioni. Il risultato è un’architettura invisibile, fatta di cuciture e tracciamenti, che trasforma radicalmente la qualità del patrimonio esistente, facilitandone l’accessibilità e, soprattutto, mostrandoci questo gioiello storico, in una luce del tutto nuova.

Foto © Marchand Meffre

Un esempio? Prima dell’intervento di Bruno Gaudin, si contavano trenta scale che collegavano i 14 piani del Quadrilatero; oggi la distribuzione verticale è stata semplificata e concentrata in punti strategici, a raccordare parti diverse del quadrilatero, senza intaccarne l’equilibrio compositivo originale ma costruendo una passeggiata architettonica unitaria. In questa ottica, gli elementi tecnici inseriti per adeguare il complesso ai requisiti funzionali e di sicurezza odierni, non sono necessariamente nascosti: vengono piuttosto rivelati e quasi messi in scena. Questi sono alla base del progetto, definiscono forma e dimensione degli involucri, giustificano le decisioni spaziali e strutturali prese, arrivando persino diventare veri e propri oggetti architettonici.

Foto © Takuji Shimmura

Una citazione particolare va riservata alla mitica Sala Labrouste, capolavoro del XIX secolo, che con le sue volte in metallo e legno, sospese su esili colonne, definisce uno spazio per la lettura razionale e poetico allo stesso tempo. Il layout già perfetto del progetto originale, non aveva bisogno di alcuna miglioria, quindi Jean François Lagneau, architetto capo della Sopritendenza ai Monumenti Storici e responsabile del restauro di questa sala, non ha dovuto fare altro che ripulire la struttura originaria, riportandola ai colori originali e “nascondere” i sistemi tecnici di sicurezza.

Foto © Takuji Shimmura

La fase 2 del lavoro di riqualificazione del Quadrilatero Richelieu, che prevede ulteriori interventi di restauro ed efficientamento della Biblioteca, ripartirà già nel 2017 per concludersi nel 2020.

www.bruno-gaudin.fr

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di Massimiliano Giberti / 2 Febbraio 2017

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