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Biennale di Architettura di Chicago, la seconda edizione punta tutto sulla storia

Make New History, il titolo della seconda edizione curata da Sharon Johnston e Mark Lee

biennale-architettura-chicago-2017
Tom Harris

Farla finita con la storia e col passato? È stato il diktat del modernismo che proiettò verso il futuro l’architettura del secolo scorso. Una cesura che trovò in Louis Sullivan e Chicago due grandi protagonisti. Per questo viene da chiedersi come mai il titolo della seconda edizione della Biennale di Architettura di Chicago, al via da ieri 16 settembre e aperta fino al 7 gennaio 2018, sia Make New History. “Una piattaforma globale per esporre la più innovativa architettura da tutto il mondo, che sia radicata in una lunga storia e tradizione culturale”, hanno affermato i direttori artistici Sharon Johnston e Mark Lee dello studio di Los Angeles Johnston Marklee. Che insieme ai venti nazionalistici stia anche tornando una certa voglia di romanticismo e un certo bisogno di radici?

Tra le attrazioni principali di Make New Historyun'esplorazione contemporanea della competizione del 1922 per la Chicago Tribune Tower, nella Yates Hall del Cultural Center. Alcuni partecipanti sono stati invitati a immaginare di nuovo la struttura, già rivisitata nel 1980 dall'esibizione di gruppo di Stanley Tigerman, e produrre nuove visioni "verticali" che considerino i problemi e le questioni del 21° secolo.

Ma per quattro mesi i progetti davvero unici dei 140 partecipanti animeranno sale, gallerie, “persino i corridoi”, dello storico Chicago Cultural Center (foto di apertura), che tornerà a rivestire, nel cuore della città, il ruolo aggregativo di un tempo.

Installation view of AGENdA - agencia de arquitectura, Courtesy of Chicago Architecture Biennial, Steve Hall © Hall Merrick Photographers.

CAB 2017 (questo l’acronimo per la Chicago Architecture Biennal) si apre in coincidenza con la sesta EXPO di Chicago, l’esposizione internazionale di arte contemporanea e moderna. La cerimonia d'apertura dei due eventi ha visto collaborare l’artista Nick Cave con l’architetto Jeanne Gang nella performance Here Hear Chicago.

Jeanne Gang and Nick Cave, Here Hear, 2017, Courtesy of Navy Pier, © James Richards IV.

Rumorosa, vivace e a tratti assurda, la performance ha visto sfilare le Soundsuits di Cave (giganti sculture da indossare, in rafia e oggetti “trovati”, ispirate agli spiriti del vento) e le Stage Buoys (boe da palcoscenico) dello Studio Gang. Naturalmente c’era anche molta musica, se volete sentirla, qui c'è un video). 

Installation view of Caruso St John with Thomas Demand and Hélène Binet, Constructions and References, 2017, Courtesy of Chicago Architecture Biennial, © Tom Harris.

L’accesso alla biennale è libero. Oltre al Chicago Cultural Center, saranno coinvolte anche altre location per i cosiddetti Special Projects. Tra essi,  l’installazione di Francois Perrin al Garfield Park Conservatory (aperto nel 1908), dal nome "Air houses: Design for a new climate", che propone un'interpretazione futuristica delle soluzioni architettoniche per il cambiamento climatico, con una struttura in tessuto argentato che fluttua sospesa in un microclima tropicale. A dimostrazione che questa Biennale che guarda alla storia, è interessata anche a progetti innovativi e d'avanguardia. 

Installation view of Francois Perrin, Air Houses: Design for a New Climate, 2017, Courtesy of Chicago Architecture Biennial, Steve Hall © Hall Merrick Photographers.

Nella stessa location, una collaborazione tra SO-IL e Ana Prvački,  che hanno realizzato le maschere-rifugio da indossare "L'air pour l'air"; ma spiccano anche le performance di Gerard & Kelly alla Farnsworth House: la casa nota per essere stata disegnata nel 1945 da Mies Van Der Rohe come rifugio per Edith Farnsworth che poi trovò la sua trasparenza modernista proverbialmente "invivibile". Le coreografie costituiranno un nuovo capitolo della serie "Modern Living" e proporranno una riflessione sulla solitudine.

La lista degli special projects è lunga, ma la Biennale di architettura di Chicago vedrà anche un public program con oltre 200 eventi. Tra gli highlights: una sound performance dell’artista multidisciplinare Mark Fell; un dibattito tra il curatore del Museo di Arte Moderna Yasmil Raymond e l’artista Tomàs Saraceno; una proiezione del film di Jens Jensen: “The living Green”; una lettura del vincitore del Pritzker Prize Tadao Ando; una conversazione tra gli architetti César Pelli e Art Gensler.

La Chicago Architecture Biennal è presentata in partnership con il City of Chicago’s Department of Cultural Affairs and Special Events e finanziata da donazioni private. Tra i principali sponsor (oltre a BP, Alphawood Foundation, Chicago Community Trust, Clayco, MacArthur Foundation, and Zell Family Foundation) il presenting sponsor SC Johnson: per l’occasione la società offrirà, anche in quest’edizione, dei free tour nel suo iconico quartier generale progettato da Frank Lloyd Write, gli unici uffici progettati da lui a funzionare ancora come tali.

chicagoarchitecturebiennial.org


di Roberto Fiandaca / 18 Settembre 2017

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