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Cosa succede a Columbus, la piccola città dell'Indiana che vuole diventare un'archistar

18 installazioni super firmate raccontano la città in occasione della prima Biennale Exhibit Columbus

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Hadley Fruits for Exhibit Columbus

La prima edizione della Biennale  d’arte, architettura e designa Columbus, nell’Indiana resterà aperta fino al 26 novembre

Columbus è una piccola città dello Stato dell’Indiana ma caratterizzata da un’architettura modernista famosa in tutto il mondo che questa esposizione vuole mettere in luce attraverso la creazione di un percorso tra 18 installazioni artistiche sparse per la città: una maniera coinvolgente per celebrare l’architettura, l’arte e il design con il supporto di tutta la comunità locale. Con una popolazione di soli 45.000 abitanti e più di 80 tra edifici, paesaggi e monumenti artistici comunali costruiti da architetti e artisti di fama internazionale, Columbus nonostante le sue dimensioni relativamente ridotte, è costantemente classificata come una delle città più importanti per il suo spirito di innovazione nel campo del design.

Alla sua prima edizione Exhibit Columbus è un nuovo modello di mostra, un festival di arte e design urbano che trae ispirazione dalla Biennale di Architettura di Chicago, dalla Prospect di New Orleans e dal Premio d'Arte di Grand Rapids in Michigan. Le 18 installazioni di questa edizione sono site-responsive e hanno lo scopo non solo di attirare un vasto pubblico nazionale ed internazionale ma anche di raccontare la città a chi la abita.  

Ma Exhibit Colombus è anche una piattaforma per mostrare che il patrimonio storico di design della città punta al futuro ed è in grado di passare alla prossima generazione lo spirito di sperimentare che alimenta la comunità di oggi: onorare il passato per puntare verso il futuro, sembra infatti essere lo slogan della manifestazione. La mostra inaugurale del 2017 di Columbus è una celebrazione in tutta la città con numerosi componenti con al centro l'installazione di J. Irwin e Xenia S. Miller a cui è stato dedicato l’omonimo concorso che riconosce l'eredità di due dei più grandi maestri dell'architettura, dell'arte e del design del ventesimo secolo e di una famiglia il cui impegno verso la comunità rimane ineguagliabile.

Oltre all’istallazione del Miller Prize, l’edizione 2017 della Biennale sarà caratterizzata anche da opere di designer internazionali, studenti e professori delle università del Midwest e scolari delle scuole locali che vogliono creare un dialogo con il patrimonio artistico già esistente della città.Tra questi nomi internazionali i designer italiani ma basati ad Amsterdam, FormaFantasma, con la loro opera Window to Columbus, Cody Hoyt con l'istallazione Theorical Foyer, il duo danese Pettersen & Hein con Pause, lo Studio messicano Productora e il collettivo newyorkese Snarkitecture con Playhouse.

Il Premio Miller destinato ad architetti, artisti e designer di fama internazionale, giudicati in base alle loro capacità di dar vita allo spazio e di potenziare un dialogo stimolante grazie all’innovazione nell'uso dei materiali- ha dato l'opportunità ai vincitori di progettare e costruire installazioni temporanee in risposta e in dialogo con i cinque siti iconici della città di Columbus. Ecco i nomi dei 5 vincitori e una breve descrizione delle loro proposte:

Il progetto Wiikiaami nella prima Chiesa Cristiana, dello Studio Indigenous diretto da Chris Cornelius.

Ispirato alle abitazioni dei Miyaamia, la popolazione indigena dell'Indiana, Cornelius orna una passerella che conduce alla prima chiesa cristiana con una "wigwam" - wiikiaami nella lingua Miyaamia - costruita con scaglie di rame. La forma conica è allineata al campanile iconico della chiesa e contrassegna l'equinozio autunnale. Le scaglie di rame, che ricordano sia le piume di un'aquila che i disegni tessili tradizionali, sono forati e patinati per creare diversi riflessi di luce secondo la forza dei raggi del sole.

Il Progetto di Conversazione della Cleo Rogers Memorial Library, dello Studio IKD di Tomomi Itakura e Yugon Kim.

Il progetto di IKD si ispira alla Miller House e agli zoccoli di supporto che circondano la Cleo Rogers Memorial Library. Attraversando la scultura di Moore nella metà orientale del sito, i grandi dischi di legno compongono una serie di livelli che si alzano verso il cielo e incoraggiano la circolazione dinamica intorno alla scultura, permettendo ai visitatori nuovi modi di vivere questo spazio di giorno e anche di notte, grazie alla sapiente illuminazione a faretti.

Il Progetto The Exchange all’Irwin Conference Center, dello Studio Oyler Wu Collaborative di Dwayne Oyler e Jenny Wu

La ricerca di Oyler Wu Collaborative sull'opera di Eero Saarinen li porta a concentrarsi su una progettazione capace di costruire un nuovo spazio all'interno del sito, completando le geometrie implicite nello spazio rettilineo, definito dai canopi preesistenti. Il complesso risultato di intersecazione di muri e strutture a baldacchino produce nuove aree di contenimento e nuovi punti di destinazione dello sguardo.

Il Progetto “Anything can happen in the woods” nell’area della Sede della Cummins Corporate, dello Studio Plan B Architecture & Urbanism di Joyce Hsiang e Bimal Mendis.

Lo Studio Plan B immagina le colonne di questo edificio si moltiplichino per formare una sorta di foresta urbana, intitolata "Tutto ciò che può succedere nei boschi". Le nuove colonne riflettono l'estetica di Roche Dinkeloo e i loro dintorni: le siepi verdi, la strada affollata e l'ufficio postale al lato opposto, altro progetto di Roche Dinkeloo. Forme di paesaggio – come pozzi, sale all'aperto e cime ricoperte di erba - punteggiano il bosco specchiato, invitando i visitatori ad esplorare ed abitare uno spazio che di solito passa inosservato.

Il Progetto “Another Circle” nel Mill Race Park, dello Studio Aranda\Lasch di Benjamin Aranda and Chris Lasch.

Il progetto risponde ai forti elementi formali e architettonici già presenti nel Mill Race Park, e utilizza 2.800 pezzi di calcare indiano recuperato per collegare il lago, il sentiero e il fiume con un nuovo circolo di pietra. Mentre il progetto affonda le radici in dettagli antichi e opere moderne, il suo obiettivo primario è quello di articolare campi di attività per i visitatori del parco di gusto contemporaneo. All'interno del cerchio, le pietre vengono collocate, impilate o disposte per creare un teatro, una spiaggia, un fiume oppure aree per giochi e relax: una raccolta variata di funzioni all'interno di uno scenario di pietra.

www.exhibitcolumbus.org


di Paola Testoni / 4 Settembre 2017

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