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Quanti Boschi verticali ci sono nel mondo?

Da Milano, lo smart building di Stefano Boeri spopola all'estero e sta per inaugurare la prima città: ecco tutte le Vertical Forest del mondo

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Stefano Boeri Architetti

Bosco verticale che passione! Dopo essere stato nominato edificio più bello del mondo con l’International Highrise Award, il progetto che ha cambiato Milano è diventato un format vincente esportato all’estero nonché abbondantemente imitato. Sono ormai numerosi gli omologhi costruiti o commissionati in giro per il mondo, con dimensioni sempre più imponenti, da Losanna a Utrecht, da Parigi alla Cina. Andiamo a vedere come è evoluto.

Tutte le foto: Stefano Boeri Architetti

Milano

Tutto ebbe inizio a Milano dove il sogno di dar corso a una riforestazione, che oltre a garantire la biodiversità e la rigenerazione biologica non avesse un impatto eccessivo in termini di sviluppo sul territorio urbano, è stata la chiave del progetto. Due torri residenziali nel quartiere Isola da 116 e 85 metri che ospitano 300 alberi e 200000 piante, selezionate e disposte secondo la luce del sole. Un edificio che nel complesso assorbe cO2, produce ossigeno e muta col variare delle stagioni. Appartamenti andati a ruba, in cui non si contano i vip.

Losanna

A cogliere subito la portata innovativa della creatura di Boeri, arriva Losanna che commissiona la Torre dei cedri. Un’architettura che dialoga alla perfezione col paesaggio circostante, fatto di lago, prati e montagne. 117 metri per 100 alberi e quattro specie diverse di cedro. Dalla semplice residenza passiamo a qualcosa di più completo: al suo interno, infatti, c’è tutto. Appartamenti, palestra, centro commerciale, uffici e ristorante.

Nanjing

Ma anche l’Asia si è innamorata di Boeri. Il primo esempio di bosco verticale a Nanjing è composto da due torri, con alternanza di terrazzi e vasche verdi, sul modello milanese. Un totale di 1100 alberi di 23 specie locali. La prima torre, alta ben 200 metri, sarà dedicata a uffici e includerà un museo e un club. La seconda, di 108 metri, sarà un hotel con ben 247 stanze, con piscina al top e centro conferenze alla base. Diventa chiaro che il format può essere declinato a una varietà di edifici dalla funzione sempre diversa.

Foto: A2 studio

Utrecht

Anche Utrecht sta per dotarsi del suo bosco verticale o, meglio, della sua Vertical Forest. Dopo essersi aggiudicato quest’estate un bando municipale, sono iniziati i sopralluoghi vicino alla stazione per la costruzione della suggestiva Torre dei biancospini. 90 metri d’altezza, per 360 alberi, 9.640 tra arbusti e fiori, ovvero 5,4 tonnellate di cO2 assorbite all’anno. Al sesto piano, la Vertical Forest Hub ospiterà un centro di documentazione sulla forestazione, per favorire lo scambio su questo tema. Spazi ufficio, centri fitness per quello che sarà in nuovo polo del benessere olandese. I lavori veri e propri inizieranno nel 2019, mentre la consegna è prevista per il 2022.

Parigi

Si chiamerà Forêt Blanche la versione parigina del bosco, e sorgerà a Villiers sur Marne ad est dell’area metropolitana. Il concept cambia ancora: 54 metri e strutture in legno. Un progetto che si innesterà in un più ampio complesso urbano e che affiancherà edifici di Kengo Kuma & Associates, Oxo Architectes, KOZ Architectes, Michael Green Architecture e X-TU. L’equivalente di un ettaro di bosco crescerà verso il cielo, 10 volte la superficie su cui sorge l’edificio.

Liuzhou

Ma il progetto di gran lunga più ambizioso è da poco stato approvato, ancora in Cina. Spesso associata a scarso interesse ambientale, il gigante orientale dimostra con Stefano Boeri che forse la rotta sta cambiando. Non più un palazzo, ma un’intera città foresta, con tanto di scuole e ospedali. Una sorta di sogno a occhi aperti che coprirà una superficie di 175 ettari e assorbirà 10.000 tonnellate di CO2 e 57 tonnellate di polveri sottili, producendo al contempo circa 900 tonnellate di ossigeno. Sviluppata lungo il fiume Liujiang, la città foresta sarà collegata con trasporto ferroviario a Liuzhou. Una città che sarà pienamente sufficiente dal punto di vista energetico, a partire dalla geotermia e dai pannelli solari. Quanto alla foresta, si punta a sfondare il muro del milione di esemplari. Il lavori avranno il via nel 2020 e prevedono tempi brevissimi di realizzazione.

www.stefanoboeriarchitetti.net/

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di Stefano Annovazzi Lodi / 3 Novembre 2017

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