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Carlo Ratti progetta le piazze galleggianti di Palm Beach

Una geniale intuizione dello studio torinese che sfrutta la sofisticata ingegneria con cui si progettano i sottomarini

Ogni volta che Carlo Ratti presenta un progetto fa parlare di sé: a Palm Beach, edonistica città del turismo più esclusivo dello stato della Florida, noto tra gli yuppies come The Sunshine State, è ora possibile camminare sulle acque. Nonostante si possa credere come l’ultima dichiarazione dell’onnipotente Donald Trump, è invece il riscontro di come l’effetto Christo, partito dal timido Lago di Iseo (leggi anche The Floating Piers), sia giunto fino al laguna dei bei sogni del glamourama americano: Currie Park è una geniale intuizione di Carlo Ratti Associati, firma torinese che ha già alle spalle esperienze di progettazione sperimentale con la materia liquida (ricordiamo il Water Pavilion dell’Expo di Zaragoza nel 2008).

Il nuovo progetto trasforma diciannove ettari di terreno lungo il waterfront tra West Palm Beach e l’isola di Palm Beach, permettendo una percorribilità continua dalla città all’oceano Atlantico attraversando la laguna. Il masterplan di Currie Park si svolge in due azioni; sulla terraferma una coppia di ramblas piantumate si proietta verso la laguna, su di esse si affacceranno torri residenziali V.I.P. dotate di piscine panoramiche, negozi e una food-hall iper-biologica dedicata esclusivamente a prodotti organici (fondamentali per mantenere un fisico scolpito da mostrare in spiaggia).

Il wow-factor deve ancora svelarsi: nel mezzo della laguna che divide Forth Worth e Palm Beach emergerà dalle acque la Floating Plaza, composta da un sistema di piazze circolari fluttuanti che sfruttano l’ingegneria più sofisticata per la progettazione dei sottomarini. Cinque grandi vasche, dotate di camere d’aria in grado di bilanciare il volume dell’acqua in base al numero di persone presenti sulla superficie della piazza, si articolano in diverse funzioni, tra cui un auditorium con un’avveniristica copertura paraboloide e una piscina per la coltivazione di piante idroponiche (per chi non si intende di giardinaggio trattasi di speciali piante capaci di crescere in assenza di terra).

Carlo Ratti, direttore del Senseable City Lab presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT), definisce il progetto di Currie Park un’occasione irripetibile di applicazione della tecnologia per ridefinire radicalmente il rapporto tra la materia solida dell’architettura e l’acqua. L’intervento costruisce un ponte fisico e visivo tra le diverse sezioni territoriali, contenendo in successione gli elementi di suolo-laguna-mare. Non resta che pianificare il viaggio, riempire le nostre weekenders dei più sgargianti bikini e speedo e imbarcarci sul primo aereo per la Florida.

www.carloratti.com

SCOPRI ANCHE:
 Carlo Ratti e Kengo Kuma: come ricostruire dopo un terremoto


di Giovanni Carli / 10 Novembre 2016

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