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Una casa nel bosco in Spagna disegnata da Fran Silvestre: Casa Entre la Pinada

Volumi semplici, linee pulite e sensibilità minimalista in una villa contemporanea di Paterna

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Fernando Guerra

Come ve la immaginate una casa nel bosco? Quelle delle fiabe sono senza dubbio le migliori. Hänsel e Gretel ne avevano trovata una con i muri di marzapane e le finestre di zucchero trasparente; perfetta, se la proprietaria non avesse voluto infornarli! Poi c’è quella di Biancaneve, tradizionale; legno, pietra, e tetto di paglia, con sette nani come coinquilini. E come dimenticare quella dove Flora, Fauna e Serenella avevano portato Aurora per sottrarla al fuso avvelenato di Malefica? Questa entrava direttamente dentro il tronco di un albero gigante. Ma probabilmente le migliori case nel bosco restano quelle sugli alberi dei bambini sperduti, dove Rufio affronta un magnifico Robin Williams-Peter Pan in Hook - Capitano Uncino.

Sebbene la Disney sia sempre stata avanti anni luce nella progettazione di case nel bosco, anche gli architetti ci hanno provato, raggiungendo a volte risultati da favola. Kengo Kuma, utilizzando materiali leggeri, vetro legno e acciaio, ne ha progettate più di una in Giappone; così come Marcos Acayaba in Brasile o Jaques Gillet, sfruttando la plasticità del cemento, in Belgio.

Questa volta è il turno di Fran Silvestre Arquitectos, un giovane studio valenciano, autore di alcune delle case più fotografate degli ultimi anni. In un pineto di Paterna, a nord di Valencia, Fran Silvestre costruisce una casa nel bosco che sembra nuova di zecca, ma in realtà non lo è. Infatti ciò che si vede non è che l’ultima rielaborazione di una casa appartenuta alla stessa famiglia per generazioni, di cui è stata conservata  la struttura originaria.

La casa di un tempo era costituita dall'aggregazione di molteplici interventi avvenuti in momenti diversi, con diversi sistemi costruttivi. Ogni stanza racconta un capitolo della storia di questa famiglia. Così per i committenti, in fase di progetto, era essenziale mantenere la struttura, gli spazi, le loro funzioni, il giardino, insomma i ricordi, presentandoli però in un modo nuovo.

Il compito dell’architetto è stato quindi quello di aggiungere un nuovo layer alla storia di questo luogo, dando uniformità agli interventi precedenti. Fran Silvestre impiega così nuovi volumi e superfici neutre per unificare i sette blocchi della casa nel bosco e aggiungere nuove funzioni. In questo modo si sono generati spazi per il tempo libero, che mantengono la scala dell'edificio originale, ma che vengono presentati come una sorta di aggregazione di piccole parti, disegnando i cortili e gli spazi tipici dell’architettura mediterranea.

Si percepisce l’influenza di Siza e della scuola portoghese nella purezza delle scelte compositive e cromatiche, così come tornano alla mente le ville di Marcio Kogan osservando le ampie vetrate orizzontali che corrono sul prospetto principale. Anche gli aggetti, tratto distintivo del linguaggio dello studio, non mancano, e il ricordo è subito quello delle forme di “casa del Acantilado”, forse il progetto più noto di Fran Silvestre.

Il rigore degli interni riflette la pulizia delle linee dei volumi della casa: sono la sublimazione del minimalismo, non c’è spazio per null’altro che non sia il design contemporaneo.

 

 


di Pietro Terzini / 21 Luglio 2017

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