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Questa casa ha 11 finestre per un motivo molto preciso, che ha a che fare con la pittura fiamminga

Gusto industrial e pittura fiamminga del 600 si incontrano, in una casa olandese firmata Marc Koehler Architects

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© Filip Dujardin

Che cos'hanno in comune lo stile industriale e la pittura fiamminga del 600? Molto più di quanto sembri, a giudicare da questa casa moderna posata sull’acqua come una scatola di metallo, che da equilibri audaci e inconsueti trae la propria unicità. Progettata dallo studio olandese Marc Koehler Architects, la casa sorge su un'isola artificiale, in un sobborgo olandese, e reagisce a questo habitat peculiare esibendo un carattere astratto e concettuale: innovazione è la parola chiave, per un approccio architettonico che mette da parte incongrui tentativi di storicizzazione, preferendo sperimentare con materiali e tecniche costruttive.

@ Filip Dujardin

Come il paesaggio lagunare che la attornia, anche la casa è un artefatto, un oggetto, e allora tanto vale enfatizzare questo aspetto nel modo più creativo possibile. Perché limitarsi a guardare il mondo da un’unica prospettiva, quando se ne possono avere… 11? Proprio così: gli architetti olandesi hanno scelto di giocare col paesaggio, inquadrandolo in 11 modi diversi, attraverso le finestre che adornano la facciata, come un pattern futurista dalle geometrie asimmetriche e squadrate.

@ Filip Dujardin

Queste 11 aperture sono ritagliate in un telaio d'acciaio e poliuretano che ricorda le costruzioni industriali e conferisce alla casa un aspetto grezzo e incisivo. Lo stesso che si ritrova anche all'interno, concepito come un loft con arredamento industriale ma su tre livelli. Al pianterreno la sensazione è di essere su una casa galleggiante: qui una passerella di legno porta direttamente all'acqua, rendendo labile e fluido il confine tra dentro e fuori. Il primo piano ospita cucina e zona living, il secondo è riservato alle camere da letto, e per finire c'è l’attico multifunzionale, da cui si gode una vista mozzafiato.

@ Filip Dujardin

Ma le finestre fanno molto di più che incorniciare il panorama. Per disegnarle e posizionarle, gli architetti si sono ispirati a 11 dipinti di paesaggisti olandesi del VII secolo, l’età d'oro dell'arte fiamminga. E allora ecco che affacciandosi si viene rapiti dalla bellezza drammatica dei prati verdi bordati d'acqua, su cui si spande l'inconfondibile luce nordica, lirica e sfumata. Di colpo ci si ritrova catapultati in un quadro rinascimentale, ma restando comodamente seduti su una poltrona in stile industriale.

@ Filip Dujardin

Per non interferire con la scenografia naturale, gli arredi sono essenziali, con alcuni elementi che spiccano sugli altri, come le sedute vivaci, a contrasto coi colori neutri, grigi soprattutto, della palette cromatica, o la scala imponente e scultorea, dal sapore industrial. Ma non finisce qui: se la mano dell'uomo può costruire isole dal nulla, allora anche il paesaggio può essere ritoccato, applicandogli dei filtri come si farebbe con una foto.

@ Filip Dujardin

Ciascuna finestra ha uno schermo solare integrato con una stampa unica, che crea un effetto zoom sul panorama e gli cambia il colore. Questo rende l'atmosfera ancor più accattivante, innescando un cortocircuito tra cultura e natura in cui la casa è libera di dare sfogo alla propria identità, giocosa e poetica, contemporanea e non convenzionale.

 

 

@ Filip Dujardin

marckoehler.nl


di Elisa Zagaria / 24 Luglio 2017

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