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Una casa vacanze nel bosco che si trasforma da più di cinquant'anni: è la Olson Cabin

Immerso nella natura il ritiro dell'architetto Jim Olson ha vissuto molte vite da quando era una casa sull'albero di 14 metri quadri

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Kevin Scott

Un never ending project: sono passati quasi sessant’anni, ma la Olson Cabin, casa vacanze dell’architetto Jim Olson, potrebbe non essere ancora finita. Siamo nello stretto di Puget Sound, Washinghton, in una foresta scoperta nel 1792 da quel George Vancouver a cui è stata dedicata l’omonima città canadese. È il 1959 e Jim ha appena 18 anni quando suo padre gli mette tra le mani 500 dollari e un compito: costruire un rifugio nel bosco. I terreni sono di famiglia, c’è il cottage dei nonni, c’è un prato, una foresta. Così il freshman Jim inizia a costruire tra gli abeti non lontani la sua prima casa, sono solo 14 metri quadri. Ancora non sa che di lì a poco avrebbe avuto uno studio (Olson Kundig) nella vicina Seattle e che industriali e collezionisti di tutta America sarebbero stati i suoi committenti. Poi arrivano gli anni sessanta e con loro un terribile incendio, il cottage dei nonni va in fumo ma miracolosamente il rifugio nel bosco si salva. Iniziano i lavori di ampliamento. Prima quelli tra il 1981 e il 1997, quando la casa si compone di 3 volumi e una piattaforma alla base come collegamento. Poi nel 2003, quando i padiglioni vengono sormontati da un unico tetto, così da unificare la forma, e viene aperta la grande vetrata del soggiorno. Infine i lavori del 2014, con l’aggiunta di tre camere e un aumento dei metri quadri fino 220.

@Benjamin Benschneider

@Kevin Scott

Il concept su cui si fonda la continua evoluzione di questa casa vacanze è lo stesso su cui si è basata la trasformazione di due ville che abbiamo pubblicato in tempi non sospetti: la “Casa Entre la Pinada” di Fran Silvestre e la “Sheats–Goldstein Residence” di John Lautner. In ciascuno di questi progetti, infatti, l’idea di fondo è quella di fare in modo che ogni espansione e rimodellamento della casa originale riutilizzi e integri la struttura precedente. L’obiettivo? Rivelare la storia dell'architettura e il processo della sua evoluzione.

@Kevin Scott

Coerentemente con questa idea i materiali utilizzati da Jim Olson nelle varie vite della sua casa vacanze non sono diversi da quelli originari. La scelta è ricaduta su materiali semplici e facilmente reperibili: le pareti sono in legno e hanno un rivestimento di compensato sia all'interno che all'esterno. Invece coppie raddoppiate di colonne in acciaio supportano le travi e la copertura; mentre la pavimentazione è in abete.

La selezione dei materiali, così come delle cromie e delle texture, fanno sì che la Olson Cabin si mimetizzi perfettamente nel verde, rendendola uno straordinario osservatorio naturale in sintonia con il genius loci.

@Kyle Johnson

@Benjamin Benschneider

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di Pietro Terzini / 2 Agosto 2017

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