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Casa vacanze, ecco cosa succede se lasciate carta bianca a un architetto famoso

Office Kersten Geers David Van Severen alla sua seconda Solo House inventa la casa circolare che gioca con gli opposti

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Bas Princen

La casa vacanze secondo gli architetti contemporanei. Con questo intento nel 2010 il developer francese Christian Bourdais ha arruolato otto architetti per sviluppare 12 case di vacanza a Cretas, in una riserva naturale di 50 ettari circa due ore a sud di Barcellona. Fin qui, tutto normale. Tuttavia, a ogni partecipante dell’esperimento Solo Houses è stato il brief che ogni architetto sogna (e quasi mai riceve): carta bianca. 

L’ispirazione è un programma sperimentale avviato intorno alla metà del Novecento dalla rivista Arts & Architecture, che ha commissionato ad artisti del calibro di Richard Neutra e Charles Eames di interpretare la casa del dopoguerra. 

Accanto a quella costruita dal duo cileno Mauricio Pezo e Sofia Von Ellrichshausen su un altopiano naturale, una costruzione in cemento su una piattaforma quadrata monolitica da cui si gode di un panorama a 360 gradi sul deserto, ecco il piccolo prototipo di resort concepito dallo studio di architettura belga Office Kersten Geers David Van Severen, membro di spicco di una nuova generazione di giovani architetti internazionali alla sua seconda Solo House.

Tutte le foto: Bas Princen

Anche se il progetto di Office KGDVS comprende tutti gli elementi strutturali di base – dopotutto i tratta di un basamento in calcestruzzo con tre appartamenti e un semplice tetto piano sostenuto da otto colonne, con tutti gli impianti a vista (pannelli fotovoltaici, serbatoi dell’acqua e generatori di corrente) è profondamente anticonvenzionale, tanto da mettere in discussione l’idea tradizionale di casa. Anzitutto perché il basamento ha la forma di una passerella circolare, poi perché le tre unità abitative sono definite da facciate perforate che quando necessario si muovono lungo il perimetro del volume, e ancora gli impianti sono stati trasformati in oggetti scultorei e i mobili sono tutti direttamente collegati alle colonne che sostengono il tetto.

Il risultato è un’architettura di 1.600 m2 di superficie, che include un patio con una piscina naturale e tre unità ciascuna dotata di soggiorno, camera padronale e camera degli ospiti.

Un continuo gioco di contraddizioni, di opposti che si scontrano e si armonizzano che rende questa casa vacanze allo stesso tempo discreta e imponente, ampia e introversa, trasparente e opaca, lussuosa e austera.

Come spiegano gli architetti “la Solo House II è un esercizio di architettura fatta attraverso i dispositivi”, alcuni dei quali sono stati concepiti appositamente per questa casa come le texture per gli oggetti disposti sul tetto immaginate dal pittore Pieter Vermeersch, gli sgabelli-lampade degli artisti Richard Venlet O la chaise longue WireS # dei designer Müller Van Severen, tutte ispirati dalle curvature della casa.

L'ultima cosa da sapere è che la potete affittare qui.

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di Carlotta Marelli / 16 Giugno 2017

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