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Un architetto vietnamita ha inventato le case prefabbricate che tutti possono costruire

Vo Trong Nghia firma prefabbricati essenziali per le zone più sfortunate del pianeta, ma sono sempre di più gli architetti a confrontarsi con questo tema

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Hiroyuki Oki

Impegnato dal 2012 nell’ideazione di case prefabbricate e altre soluzioni abitative destinate alle fasce meno abbienti e alle popolazioni più sfortunate del pianete, lo studio Vo Trong Nghia in collaborazione con Masaaki Iwamoto e Kosuke Nishijima ha aggiornato il suo progetto S House.

Luogo elettivo, il Vietnam e più i generale il Sud Est asiatico e l’India, regioni caratterizzate da temperature alte e forte umidità. Se S1 e S2 si distinguevano, rispettivamente, per l’ampio utilizzo di acciaio e cemento, S3 ne è una sorta di sintesi. Il prototipo di casa prefabbricata, eretto proprio a Ho Chi Minh City, ambisce a sopportare le difficili situazioni climatiche e persino gli stati calamità (come uragani e terremoti) che occorrono con una certa frequenza. Una struttura modulare che fa del fai da te la sua forza.

La struttura principale in acciaio leggero è supportata da una grata tubolare anch’essa in acciaio. È stato così possibile ridurre il numero delle travi rispetto ai modelli precedenti e quindi utilizzare nel complesso meno acciaio. Inoltre i piedistalli, incorporati nelle fondamenta, sono in cemento, permettendo così all’acciaio di essere isolato dal terreno e quindi meno deteriorabile.

L’edificio prefabbricato pesa in totale 1200 kg, e ogni componente non più di 60 kg, il che rende il trasporto agevole anche su imbarcazioni di piccole dimensioni molto diffuse nel continente. Inoltre, accorgimenti ulteriori permettono a S3 di essere montata in sole tre ore "Sembrano dei Lego, e sono facili da installare", ha detto Nguyen Duc Trung, un supervisore del progetto, al New York Times. Lo sfruttamento del design passivo permette ventilazione e illuminazione naturale che possono però essere migliorate con apparecchi elettrici laddove possibile. Ugualmente, l’utilizzo di cemento può sviluppare la struttura.

Allo studio c’è già S4, progetto ancor più ambizioso e flessibile che punta alla costruzione di negozi, scuole e persino ospedali.

Negli ultimi anni, iniziative di questo genere sembrano per fortuna aver preso piede. Oltre al grande successo del sistema componibile Ikea Better Shelter (leggi anche → Il rifugio pensato come un mobile da assemblare) e al progetto di "alloggi sociali progressivi" dell'architetto cileno Alejandro Aravena, in cui i residenti acquistano una metà di una casa a due piani a un tasso sovvenzionato e lo completarlo quando e come possono, Shigeru Ban ha annunciato la costruzione di 20.000 abitazioni prefabbricate per rifugiati in Kenya. Dopo il felice esperimento in Nepal, l'architetto giapponese persegue la stessa filosofia: la costruzioni di case prefabbricate per le quali non è necessaria pressoché alcuna competenza tecnica e che sfruttino le risorse locali. Dopo un primo test di 20 unità, a ottobre cominceranno i lavori veri e propri, patrocinata dalla UN Refugee Agency.

SCOPRI ANCHE:
Dal Vietnam la casa perfetta
→ I giardini verticali di Vo Trong Nghia in Vietnam


di Stefano Annovazzi Lodi / 24 Agosto 2017

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