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I cavalcavia a Milano non servono più? Una High Line al posto del Ponte della Ghisolfa

Abbattimenti e piste ciclopedonali: è il futuro di due storici cavalcavia milanesi appena presentato dal Comune

cavalcavia-milano-piazzale-corvetto-monteceneri
Getty Images

C’è il cavalcavia di piazzale Corvetto, ma anche quello di Serra Monteceneri tra quelli che il nuovo piano urbano per la mobilità sostenibile (Pums), approvato l’8 giugno scorso dal Consiglio del Comune di Milano, pensa di abbattere. Al loro posto, una pista ciclabile e un’area verde, un po’ come la High Line di Manhattan disegnata da Diller & Scofidio + Renfro al posto di una vecchia ferrovia, o ancora come La Promenade plantée, il primo parco pubblico sopraelevato del mondo, forse meno à la page ma altrettanto simbolica: realizzata tra il 1987 e il 2000 è stato il primo parco pubblico sopraelevato del mondo.

Il primo, che dall’autostrada o dalla via Emilia conduce a piazzale Bologna, fu costruito tra gli anni Cinquanta e Sessanta, quando tutto era orientato a rendere la vita più facile alle auto e a chi le guidava. La riqualificazione del 2011 portò qualche opera di street art, ma poco effetto sortì sulla qualità urbanistica del quartiere.

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Di abbattere il cavalcavia Serra invece si parla da tempo: nel 2010 una cordata di privati presentò al Comune un project-financing che prevedeva la realizzazione di un tunnel anti-traffico per collegare in sette minuti le autostrade con la Fiera, viale Zara e viale della Liberazione. Ora forse è giunto il momento: se il ponte della Ghisolfa nulla rischia per il suo valore storico, il proseguimento di viale Monteceneri potrebbe trasformarsi nell’High Line meneghina, una passeggiata verde per biciclette e pedoni. Ma si parla anche di trasformarlo in sede di sperimentazioni scientifiche con l’idea di sviluppare una piantagione di alghe che potrebbe contribuire a depurare l’aria.

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E i milanesi? L’architetto Silvia di Stefano ha aperto la pagina Facebook "Cavalcavia Serra, Milano in alta quota", che raccoglie poche lamentele e tante idee per immaginare il futuro di quest’area, perché ora tocca ai residenti, che hanno 60 giorni di tempo per esprimersi in merito.


di Carlotta Marelli / 13 Giugno 2017

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