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Il cemento colorato trasforma un Campus universitario in edifico sperimentale

In Portogallo l'Institute of Science and Innovation for Bio Sustainability appare come un misterioso blob verde acquamarina

Il cemento colorato per un edificio sperimentale. In Portogallo gli studenti della Minho University di Guimarães potranno vantarsi con i loro colleghi di avere nel loro campus l'architettura più originale della nazione. Il giovane Claudio Vilarinho, l’enfant prodige dell’architettura portoghese (e probabilmente fan di Steven Spielberg), ha da poco ultimato il progetto dell’Institute of Science and Innovation for Bio Sustainability, un parallelepipedo monolitico rivestito di un misterioso blob verde acquamarina con probabili nuove forme di vita.

Questo rivestimento per gli esterni dono un insolito aspetto alle facciate dell’edificio che racconta in realtà gli ultimi sviluppi e le più recenti scoperte nell’ambito dell’ingegneria dei materiali più avanzati: studi sperimentali hanno da poco rivelato la possibilità di sostituire le tradizionali celle fotovoltaiche in silicio - per la produzione di energia solare - con nano-fibre di diossido di titanio, materiale che consentirebbe una maggiore efficienza ed elevate prestazioni.

Il rivestimento forato dell'Institute of Science and Innovation for Bio Sustainability richiama la sezione organica delle nano-fibre di titanio: l’edificio appare come un volume cristallino in trasformazione, animato dal movimento degli atomi del minerale che disegnano una geometria scomposta e virale. Il rivestimento è realizzato in moduli prefabbricati di matrice cementizia rinforzata, le cui qualità sono la rapida componibilità, la duttilità e la plasticità della superficie.

In aggiunta i moduli prefabbricati contengono un pigmento dalla particolare colorazione verde chiaro che previene possibili crepe e rotture e facilita la manutenzione. Claudio Vilarinho traduce in architettura un aggiornamento della Scienza, così lo spazio costruito si fa messaggio di evoluzione tecnica oltre la tradizione e per questo si pone in evidente contrasto con il contesto nel quale si inserisce quasi fosse lo sfondo per futuri incontri ravvicinati del quarto tipo.

I fori della facciata producono internamente interessanti giochi di luce e prospettive verso il paesaggio. Gli interni dell’istituto, principalmente adibiti a laboratori di ricerca e meeting room, sono risolti con estrema semplicità e funzionalità: la grande hall centrale che contiene gli strumenti per effettuare le prove sui materiali è rivestita in cemento a vista e sovrastata da una pedana mobile che corre lungo la sezione longitudinale, interpretabile come deus ex machina dell’intero progetto.

www.claudiovilarinho.com

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di Giovanni Carli / 15 Novembre 2016

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