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Cino Zucchi firma per Pedrali una bella architettura industriale

CZA traduce il paesaggio padano in un edificio meccanizzato che coniuga robotica e natura

Cino Zucchi è l'autore di Fili d’erba, il nuovo magazzino automatico Pedrali progettato da all’interno del complesso produttivo dell’azienda italiana di arredo a Mornico al Serio (Bg). Il progetto è un sistema meccanizzato, una vera e propria macchina pensante su ispirazione delle architetture radicali di famosi collettivi d’avanguardia degli anni Settanta come Archizoom e Archigram.

Un sistema completamente automatizzato e attivo h 24, che permette lo stoccaggio di 16.880 pallet di prodotti finiti e semilavorati. L’altezza di 29 metri e la superficie di 7 mila metri quadri sono dimensionate in diretto rapporto alla funzionalità e al raggio di spostamento dei macchinari-robot. Quasi a voler ricostruire una scena alla Blade Runner, l’intero impianto è collegato agli spazi industriali preesistenti tramite uno Skytrain e otto navette autosterzanti.

CZA ha interpretato il progetto di rivestimento del magazzino come restituzione del contesto ambientale circostante, una quinta visiva che dialoga con le diverse condizioni del paesaggio agricolo tipicamente bergamasco. Le quattro pareti del parallelepipedo del magazzino Pedrali sono rivestite in pannelli coibentati lisci di alluminio naturale; su di essi una sequenza alternata di profilati estrusi disegnano una combinazione di linee verticali ed oblique che diventano metafora dei “fili d’erba” dei campi coltivati, conferendo così ritmo e misura alla superficie continua delle facciate. Lo stesso Zucchi ci racconta che “il volume sordo e uniforme del nuovo magazzino è trasformato in un fenomeno visivo ricco di variazioni, una sorta di ‘amplificatore’ naturale delle ore del giorno e delle stagioni, che in alcuni momenti dissolve il volume nel cielo nebbioso, riflettendone i toni grigio-azzurri, e in altri si carica del verde acceso dei campi agricoli primaverili”.

Dal punto di vista compositivo il solido geometrico è segnato da due volumi aggettanti: il primo, sull’angolo sud-ovest, raccoglie il percorso visitatori e segue il tracciato della roggia che chiude il lato ovest del perimetro; il secondo si proietta con uno sbalzo sull’angolo nord-est svelando una parte della parete del magazzino per rendere visibile il funzionamento interno attraverso una generosa vetrata. Un corpo di raccordo, che ospita il lungo nastro verde acido del percorso sospeso per i visitatori, connette il magazzino ai capannoni esistenti.

Il magazzino Pedrali è una sfida tecnologica sapientemente vinta: natura e artificio, agricoltura e scienza robotica, design e geografia si fondono insieme per un progetto di architettura totalizzante che si dichiara come sintesi di un’intero contesto regionale.

www.zucchiarchitetti.com

www.pedrali.it

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L'Italia di Cino Zucchi a Venezia
Intervista a Cino Zucchi


di Giovanni Carli / 11 Ottobre 2016

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