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3 anni di attesa per vedere la prima città del futuro italiana

Nell'area a nord-est della città metropolitana milanese sorgerà Milano4you, il primo modello di Smart District Integrale

La città del futuro sorgerà entro tre anni alle porte di Milano: Milano4You - questo sarà il nome del progetto - è ad oggi il primo modello di Smart District Integrale d’Italia. Presentato a Milano il 14 marzo 2017, sarà edificato a partire dalla fine di quest’anno in un’area di 300 mila mq tra Segrate, Pioltello e Vimodrone (nell'area a nord-est della metropoli). 

Dopo Milano2 e Milano3 (il cui progetto urbano risale agli Anni 70), il nuovo concetto di smart city si svilupperà tenendo ben in evidenza - già nel nome - l’interesse primario per la persona e la qualità della vita.

La città futuristica, sostiene Angelo Turi amministratore di R.E.D. srl, insisterà sul concetto di multidisciplinarietà, indispensabile per riuscire nell’impresa di ergere da zero un complesso architettonico che integrerà i servizi alle infrastrutture minimizzando, fino ad azzerarli, i costi di gestione.

Un modello ambizioso di architettura del futuro, quanto è ambizioso spingerne già la replicabilità, ma che persegue la necessità più impellente dei nostri tempi, ovvero quella di ridurre al massimo lo spreco di risorse (e quindi di capitali) senza rinunciare alla tecnologia più sfrenata, e che proprio per questo potrebbe diventare uno dei punti di riferimento mondiali in tema di architettura sostenibile ed efficienza energetica.

Lo Studio Sagnelli Associati, ideatore della città del futuro - ha infatti progettato un mix estremamente funzionale di complessi residenziali di libera e social housing, unità commerciali e amministrative, oltre ad una residenza per anziani, un centro sportivo e uno culturale, recuperando l’unico edificio storico presente al suo interno, la Cascina Boffalora.
Mentre dalla collaborazione tra il Politecnico di Milano, Samsung ed IBM, sono state messe a punto una serie di soluzioni innovative nel concept energetico e digitale, come Smart Grid, impianti di cogenerazione alimentati a biomassa e di recupero e riutilizzo delle acque piovane, sistemi fotovoltaici integrati, pompe di calore geotermiche, ma anche infrastrutture di fibra e wireless ad alta velocità e a funzionalità cognitive d’avanguardia per dispositivi di domotica e building automation, coworking e smartworking. 

«Da organismi pesantemente energivori, gli edifici si trasformeranno in sistemi efficienti, interattivi ed interoperabili, capaci di autoprodurre e scambiare reciprocamente elettricità e calore prodotti da fonte rinnovabile e di azzerare, o quasi, l'impatto sull’ambiente», così riassume Niccolò Aste, Professore del Politecnico di Milano. Anche perché l’efficienza energetica che si può ottenere da un singolo palazzo è nulla paragonata a quella ricavabile da un intero complesso abitativo.

Non un singolo edificio, infatti, ma un intero centro residenziale nativo digitale, ipertecnologico, sostenibile ed autonomo a livello energetico, completamente interconnesso e costantemente implementabile, del quale non è ancora possibile prevedere le potenzialità tanto quanto non è possibile prevedere le tecnologie disponibili nel 2019, data prevista per l'ultimazione di questa città del futuro. E, al contrario di quanto ci si aspetterebbe, del tutto in linea con gli attuali prezzi al metro quadro di Segrate.

La sinergia tra architettura, infrastruttura digitale ed energetica e piattaforma social potrebbe consentire a tutti gli effetti la creazione di una community ideale in grado di tagliare i costi grazie alla condivisione e alla sostenibilità, oltre che più sicura in termini di vigilanza e migliore quanto a qualità della vita. 

Non solo 90 mila mq di superficie edificata in un parco grande quasi altrettanto, una copertura energetica stimata tra l’80% e il 100% mediante risorse rinnovabili disponibili localmente, un’aria conseguentemente molto più sana, servizi di car sharing elettrico o un rinnovato slancio antropologico nell’urbanistica che riparte dalla valorizzazione del piano terra: la vera novità è che Milano4You è a tutti gli effetti il primo modello di ambiente futuro con la condivisione del valore dei dati.
Dati ambientali, energetici, inerenti a mobilità, sicurezza e consumo dei materiali, analizzati ed elaborati da una specifica piattaforma che li convertirà in servizi d’alto livello per gli abitanti. Nessuno infatti aveva ancora mai tentato di creare un centro residenziale in cui i cittadini cedessero dati gratuitamente per finanziare il welfare urbano, ovvero, più prosaicamente, per ottenere tagli significativi alle proprie utenze e ricavarne dei vantaggi personali.

Una svolta probabilmente inevitabile, che si limita a seguire le esigenze dei tempi, la crescita e i cambiamenti già in atto nelle città, sempre più lontane dal modello fordista, che rendeva ad esempio inevitabili lunghi spostamenti per raggiungere il posto di lavoro non essendo stata concepito come un insieme organico. 

È sempre Turi a spiegare quanto in fondo non sia il mercato immobiliare ad essere in crisi, ma soltanto quel particolare prodotto immobiliare, ovvero la casa così come l’abbiamo conosciuta finora.


di Lia Morreale / 15 Marzo 2017

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