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La città del vino a Bordeaux

XTU Architects interpretano il mondo del prodotto simbolo del gusto e dell’eccellenza francese in un’architettura fluida che è già icona

Un nuovo polo museale che celebra l’arte del vino, prodotto simbolo del gusto e dell’eccellenza francese: la Cité du Vin, una città nella città, ha inaugurato il primo giugno a Bordeaux, capitale dell’enologia internazionale. Anouk Legendre e Nicolas Desmazières, fondatori dello studio parigino XTU Architects, hanno conferito al loro edificio una forma organica complessa, interpretata come sintesi dei processi della cultura vinicola, dalla crescita delle viti alla raccolta dell’uva fino alla mescita nei bicchieri. Il design de la Cité du Vin è puro movimento in cui le forme fluide e sinuose si completano dando origine a una figura iconica capace di costruire un legame di continuità tra il flusso urbano e lo scorrere del fiume Garonna.

Il rapporto di Bordeaux con il fiume ha una memoria millenaria ed è stato oggetto di studio per numerosi progetti di valorizzazione, il più noto e scenografico è sicuramente il Jardin Botanique realizzato nel 2002 dalla paesaggista Catherine Mosbach, in cui suolo e acqua si fondono in un unico elemento. La Cité du Vin sorge proprio lungo le sponde del fiume ed è dotato di due ingressi separati, uno via terra e uno via acqua.

Il percorso di visita non segue una direzione precisa, il visitatore è libero si scegliere il proprio percorso attraverso ventidue installazioni multimediali e multisensoriali, create dalla studio Casson Mann, che ricostruiscono la storia del vino della regione (e non solo), e raccontano le tecniche di produzione, permettendo di percepire gli aromi, i sapori e le atmosfere dei vigneti di Francia. L’edificio dall’appeal organico, quasi molecolare, ha una pianta circolare: al centro svetta una grande torre esternamente rivestita in pannelli di vetro e alluminio trattati come preziosa seta dorata e traforati così da produrre effetti di luce sorprendenti per richiamare le infinite sfaccettature e i colori del vino.

L’organizzazione interna si estende su tre livelli, quello inferiore, più oscuro e cupo, rappresenta le radici delle viti dei campi di coltivazione, quello mediano è pervaso dalla luce che libera lo spazio e glorifica la teatralità dei processi produttivi vinicoli, ed infine il belvedere, posto al vertice della torre centrale, dal quale si può godere di una vista panoramica sull’intera città. L’architettura della Cité du Vin, per volere dei progettisti, si manifesta come un vero viaggio di scoperta, senza interruzione e limiti alla meraviglia: “com’è vero che nel vino c’è la verità”, scriveva William Shakespeare.

Gli interni sono ritmati da una sequenza di archi in legno che simboleggiano la crescita dei tronchi e dei rami delle viti: si costruisce così un paesaggio artificiale che fa delle forme naturali la proprio essenza generatrice. La Cité du Vin non è solo spazio espositivo ma ospita workshops, seminari e conferenze: un progetto aperto alla città che coniuga la cultura, la storia ed l’identità del territorio.

www.x-tu.com
www.laciteduvin.com
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di Giovanni Carli / 7 Giugno 2016
tags:

Progetti , Bordeaux

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