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Elle Decor Italia

Una residenza-osservatorio in una rocca medievale in Abruzzo: l'idea di 2 architetti australiani

Landscope è il nome del progetto del team Maybe per il concorso Observatory Houses, promosso da Young Architects Competition

concorso-observatory-houses-yac

Progettare una residenza osservatorio in una rocca medievale: era questa la sfida proposta ai giovani architetti da YAC, Young Architects Competion, per il concorso Observatory Houses. La sede dell’intervento è Roccascalegna, piccolo comune in provincia di Chieti dalla fragilissima bellezza dove Italian Exhibition Group ed Agenzia del Demanio hanno immaginato di realizzare una delle prime e più suggestive dimore-osservatorio d’Italia: un modello di residenza esclusivo e sostenibile, orientato a garantire tutela e valorizzazione di un simile inestimabile patrimonio.

Hanno partecipato in tantissimi: 3000 progettisti da 101 nazioni diverse, e tra tutti i finalisti la redazione di elledecor.it ha scelto il proprio progetto preferito, premiato con il secondo premio dalla prestigiosa giuria composta, tra gli altri, da Pippo Ciorra, Nieto Sobejano e gli studi HHF e Snohetta.

Quello che abbiamo scelto noi è il progetto più visionario, in cui un anello sembra atterrare accanto alla rocca, con cui dialoga per contrasto mantenendo la sobrietà necessaria a non intaccarne la bellezza.

“Considerata come archetipo, l'immagine particolare e intrigante di un giroscopio viene usata per esprimere il rapporto tra la fisicità della forma e il paesaggio circostante. fornisce un quadro adeguato in quanto ruota attorno ad un asse verticale, rivolto verso il cielo. L'anello sale leggermente al di sopra del terreno, sollevandosi per non intaccare la vegetazione esistente. Una passerella scultorea crea un punto da cui contemplare il cielo o ammirare la vista del castello e della chiesa.” Spiegano Sebastien Lafresiere e Alexis Beaussart, architetti australiani dello studio Maybe autori di Landscope. “L'anello si posa dolcemente sul paesaggio, proponendo un punto focale per le attività di osservazione e trasmettendo - attraverso le sue linee e la sua tipologia - l'atmosfera incantevole del castello. Il risultato è un giardino naturale che funge da santuario lontano dalle complessità della vita urbana, uno spazio che può funzionare in una moltitudine di contesti, uno spazio flessibile per lavorare, organizzare eventi o rilassarsi. L'accesso dei visitatori alle aree pubbliche avviene attraverso un'apertura creata dalla leggera rotazione dell’asse. Da qui si accede a una lobby con una vista verso il giardino e si entra in ogni spazio adiacente: il ristorante, la biblioteca e il salotto. La proposta è un punto di riferimento potente che collega il paesaggio, la storia e la modernità con la ruota del tempo.”

www.youngarchitectscompetitions.com

 


di Carla Amarillis / 16 Ottobre 2017

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