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152 Elizabeth, il condominio di Tadao Ando a New York

Si oppone ai grattacieli il prezioso volume in vetro e cemento a Nolita che segna il debutto di un progetto residenziale nella Grande Mela dell'architetto giapponese

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noë & associates and the boundary

Facciata dell’edificio a sette livelli di cemento puntellato incastonato in una struttura di vetro e metallo brunito. Si intravedono dalle finestre a tutta altezza interni fluidi dal design moderno e minimalista. 

Il primo progetto residenziale firmato Tadao Ando a New York, realizzato dallo studio Sumaida+Khurana, è un edificio trasparente con la base di cemento ricoperto, da un lato, da una parete verde che si erge maestoso, seppur piccolo, nel cuore di Nolita, a Manhattan.

Situato al 152 di Elizabeth Street, il cubo di vetro e cemento si erge su una struttura di metallo brunito seguendo una linea geometrica e minimalista. “La location e le dimensioni del progetto erano perfette. Si oppone ai vertiginosi grattacieli che nascono sempre più numerosi a Manhattan. Questo mi intrigava”, sostiene il celebre architetto giapponese.

Per il progetto di questo condominio Ando sceglie materiali semplici e contrastanti, che tuttavia parlano un linguaggio comune. “Il concetto alla base del progetto era quello di creare una scatola di vetro connessa a una base di cemento, che potesse esprimere allo stesso tempo stabilità e transizione. Un passaggio naturale dalla dinamicità del tessuto urbano alla calma di una residenza privata. Il contrasto dei materiali esalta il linguaggio semplice dell’architettura”.

L’architettura moderna con la vite americana che riveste una delle pareti esterne alta 17 metri, offre un avanzato sistema acustico con lo scopo di isolare gli interni dai rumori cittadini: la dimensione urbana lascia spazio a un senso di privacy e a un’atmosfera zen. Un modello di living moderno dove l’abitare è basato sul concetto di armonia, con interni fluidi pensati nella formula open space, dove i confini con l’estero si annullano e lasciano spazio a viste mozzafiato sulla città.

Ispirano degli interni, realizzati da Gabellini Sheppard Associates, i quattro concetti primordiali alla base dell’architettura dell’architetto giapponese: luce, acqua, suono e aria. I toni monocromatici terra e sabbia all’entrata dell’edificio con i pavimenti lisci in pietra e granito nero sulle pareti, si prolungano nei sette appartamenti, dove dominano i materiali naturali del marmo e del legno.

Gli spazi luminosi delineati da maestose colonne di cemento sono caratterizzati da materiali caldi e superficie lisci e traslucide. Nelle cucine i mobili di eucalipto custom made si alternano al marmo delle superfici, illuminate dalla luce naturale che entra dalle finestre a tutta altezza.

Un’architettura moderna che esprime l’idea di un perfetto connubio tra vita cittadina e vita nella natura, un particolare tributo dell’architetto alla città di New York: “Manhattan è una città speciale, officina di architettura del ventesimo secolo, in continua evoluzione. Con questo progetto ho voluto creare un luogo senza tempo”.

www.152elizabethst.com

www.tadaoando.com

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di Monica Mascia London / 27 Febbraio 2017

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