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11 luoghi di Napoli ad alto rischio... di innamoramento!

Tra gallerie, musei, binari e originali realtà, uno sguardo al volto più attuale di "una delle città più pericolose al mondo"

napoli-cosa-vedere
Getty Images

Visto il recentissimo inserimento di Napoli tra gli 11 most dangerous corners of the earth da parte del The Sun (poi rimossa) ecco un viaggio nella città alla scoperta di altrettanti “luoghi pericolosi”, questa volta però il rischio è solo quello di restare estasiati di fronte all’anima più contemporanea del capoluogo campano. Così le poco rassicuranti ombre evocate dal The Sun cedono il passo a modernissime espressioni della straordinaria creatività in stile O’ Sole Mio.

Come tutti i viaggi più significativi, anche questo itinerario alla scoperta della Napoli contemporanea è un percorso a salire che parte dal cuore più nascosto della città, quello sotterraneo. Nella metropolitana partenopea, infatti, abitano le cosiddette stazioni dell’arte, suggestive fermate decorate da quasi 200 opere e disegnate da progettisti provenienti da tutto il mondo. Tra le più scenografiche, la stazione Università, progettata dall'architetto Alessandro Mendini e dal designer Karim Rashid, e la stazione Toledo, disegnata dall’architetto spagnolo Oscar Tusquets Blanca ed eletta dal Daily Telegraph come “la più bella d’Europa”.

 

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Proseguendo il viaggio lungo altri binari, questa volta decisamente più avveniristici, ecco apparire lo scenografico profilo della stazione ferroviaria di Napoli Afragola, progettata dallo studio Zaha Hadid Architects e inaugurata a inizio giugno. Un vero tempio moderno dedicato all’alta velocità, un edificio sinuoso che abbraccia i binari, costituito da 200 costole di acciaio rivestite in Corian bianco e pensato su misura per i viaggiatori del ventunesimo secolo (leggi anche → La nuova stazione di Napoli Afragola).

 

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Dopo un lungo viaggio è necessario anche recuperare le forze. Per una rigenerante pausa sospesa nel tempo, quale luogo migliore di un palazzo neoclassico di fine Cinquecento, nel centro antico di Napoli, riconvertito in un moderno albergo. Per dare forma all’Hotel Piazza Bellini,i progettisti dello studio od'a officina d'architettura hanno fuso storia e design, facendo convivere modanature e stucchi con originali murales, vecchi pavimenti e busti in pietra settecenteschi con sedute Bubble Club e sedie Louis Ghost.

 
 

Ritrovate tutte le energie, è il momento di incamminarsi alla scoperta del lato più estetico dell’anima contemporanea di Napoli, attraversando una fitta rete di imperdibili gallerie. Prima tappa, la Galleria Lia Rumma in via Gaetani, un vero punto di riferimento per gli appassionati d’arte contemporanea, è la galleria-casa-museo di una delle più instancabili e famose galleriste al mondo. In Riviera di Chiaia trova posto un altro luogo centrale della proposta artistica partenopea, lo Studio Trisorio, una galleria da sempre a caccia delle tendenze più innovative.

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All’ombra dei giganti, altri protagonisti proseguono nel loro percorso fatto di modernissima creativa. Realtà come la Galleria Fonti, che dal 2004 scruta con sguardo attento il panorama internazionale per portare nei suoi locali di via Chiaia proposte sempre più innovative, o lo spazio Made in Cloister, sorto nel 2012 dal recupero di un chiostro cinquecentesco in piazza de Nicola e diventato un’attivissima oasi protetta, dedicata al fare artigianale, all’arte e al design contemporaneo.

 
 

Decisamente più facile da identificare, il MADRE, o meno semplicemente il Museo d'Arte contemporanea Donnaregina, che dal 2005 occupa le architetture dell’ottocentesco Palazzo Donnaregina nel cuore storico della città. Un universo di 7200 mq, distribuito su tre piani e dedicato alle più moderne intuizioni, che deve il suo fascino a installazioni site-specific, interessanti collezioni permanenti, una mostra in continuo divenire e a un curioso calendario di esposizioni temporanee.

 

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Infine, per concludere il viaggio nell’anima contemporanea di Napoli, due location decisamente sui generis. In vico San Domenico Maggiore gli appassionati di design potranno attraversare la soglia de La Casa Brutta, uno spazio dove si cercano continuamente nuove alchimie di stile lontane dalla classicità, fondendo recupero, artigianalità, spensierato minimalismo nordico e industrial design. Dal 2010 in via S. Biagio dei Librai ha trovato casa uno spazio eclettico dedicato alle idee nuove, sperimentali e indipendenti: il Riot studio. Un giardino segreto nel cuore storico della città dove, tra tracce di affreschi antichi e tocchi di modernità, convivono coworking, mostre d’arte, laboratori di design, workshop, incontri e iniziative dedicate alle mille sfaccettature della creatività contemporanea.

 

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di Francesco Marchesi / 23 Luglio 2017

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