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6 cose che vi siete persi se non avete mai passato un weekend a Pistoia

Un viaggio nel volto più contemporaneo e forse meno conosciuto dello storico capoluogo toscano

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G. Sighele via Flickr

Scoprire il volto della Pistoia contemporanea è un vero atto di fede, un salto nel vuoto, perché in una città così ricca di splendide architetture romaniche, rinascimentali e barocche, andare a caccia di suggestivi esempi di moderna creatività può sembrare un gesto folle. La Capitale Italiana della Cultura 2017, però, per dirla con le parole di un poeta toscano è “una città rocciosa dove abitano le emozioni”, un luogo sorprendente con un debole neanche troppo nascosto per l’arte contemporanea e il design.

Proprio le strade di Pistoia, infatti, nel 1967 ospitarono la mostra Superarchitettura, l’esposizione diventata il manifesto programmatico del design radicale italiano, e oggi sono sempre quelle stesse vie ad accogliere alcune delle creazioni di uno dei più ispirati pistoiesi di sempre, l’architetto Giovanni Michelucci.

Una di queste è sicuramente la Chiesa del Cuore immacolato di Maria, ideata da Michelucci alla fine degli anni Cinquanta. Con la sua pianta regolare, protetta da un tetto dal movimento sinuoso, l’edificio è pensato per essere una sorta di piazza coperta, un luogo di culto e d’incontro dominato da atmosfere decisamente urbane, evocate da una struttura in cemento armato illuminata da ampie vetrate e decorata da elementi in pietra alberese.

 

Un post condiviso da luciagiannecchini (@lucia.giannecchini) in data:

Sempre la matita di Michelucci ha firmato un altro tra gli edifici sacri più particolari del capoluogo toscano: la Chiesa delle Sante Maria e Tecla. Un progetto nato dall’esigenza di ricostruire un antico edificio religioso, un tempio andato distrutto sotto le bombe della Seconda Guerra Mondiale e rinato nelle contrastanti atmosfere industriali, rurali e medievali di una nuova, suggestiva, architettura religiosa.  Una semplice, altissima, aula francescana, come è stata definita, ma dal carattere non convenzionale, plasmato in una sofisticata alternanza di materiali come la pietra grezza, il cemento armato e la terracotta dei mattoni a vista della facciata.

 

Un post condiviso da Alessandro Ronchi (@aless_ronchi) in data:

Dirigendosi verso i confini esterni della città è possibile ammirare un altro scenografico esempio di moderna ispirazione: il Monumento Votivo Militare Brasiliano. Firmato dall’architetto Olavo Redig de Campos, esponente della scuola del progettista di Brasilia, Oscar Niemeyer, il solenne profilo in cemento di questo complesso votivo è dedicato alla memoria dei soldati brasiliani morti in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale. Una grande parete di pietra riporta i nomi di tutti i caduti, mentre un ampio giardino e uno specchio d’acqua proteggono la quiete del luogo dai rumori della città.

 

Un post condiviso da Henrique Diniz (@henri_diniz) in data:

Sulle colline che circondano Pistoia, la fantasia dell’architetto Lapo Ruffi ha dato forma a un altro originale progetto residenziale: l’M Pavilion. Nascosta all’interno di una rigogliosa foresta di querce, la struttura è pensata per evocare l’idea di una scultura primordiale, realizzata interamente in legno, all’interno della quale è possibile vivere circondati dal comfort. Un monumento abitabile, a forma di diamante e nascosto tra gli alberi, che con le sue ridotte dimensioni, la sua semplicità e il suo stile minimalista esalta la magia della natura che lo circonda.

Nel comune di Quarrata, invece, il Parco Museo Lo Spirito del Luogo di Villa La Magia è una vera oasi dedicata all’arte contemporanea. Un parco-museo, all’interno del quale si snoda una sorta di cammino sensoriale impreziosito da scenografiche creazioni di diversi artisti, tutte pensate per divenire parte integrante del paesaggio e superare così i confini imposti da linee prospettiche e materia. Opere imponenti e suggestive come la maestosa fontana Muri Fontane a 3 Colori per un Esagono realizzata dall’artista francese Daniel Buren o come le creazioni firmate da Fabrizio Corneli, Idetoshi Nagasawa, Maurizio Nannucci, Marco Bagnoli o Anne e Patrik Poirer.

 

Un’altra tappa imperdibile di questo itinerario pistoiese sulle tracce della più moderna creatività è la Fattoria di Celle, in località Santomato, dove da anni la famiglia Gori ha creato un museo a cielo aperto, raccogliendo i lavori di ispirati esponenti della scena artistica contemporanea. Un paradiso dell’arte ambientale, nato nel 1982 da una collezione di 12 opere, che oggi, dopo più di trent’anni, conta oltre settanta creazioni inamovibili perfettamente inserite nel paesaggio e realizzate da artisti del calibro di Daniel Buren, Alberto Burri, Sol Lewitt, Claudio Parmiggiani, Fausto Melotti, Anselm Kiefer, Emilio Vedova e Michelangelo Pistoletto (www.goricoll.it).

 

Un post condiviso da nicole ziegler (@ziegggy) in data:


di Francesco Marchesi / 15 Dicembre 2017

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