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Come sarà il municipio del futuro? Arriva il manifesto per punti di un designer inglese

Colorato e democratico, il Town Hall del futuro tornerà ad essere l'edificio più importante e visibile della città

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Nell’alveo del programma New Typologies 2017, Architecture Fringe ha chiesto a diversi designer e architetti di reinventare alcune tipologie di edifici ormai canonici per aggiornarli. Adam Nathaniel Furman ha colto l’occasione per un ripensamento profondo e ben ponderato della funzione degli edifici pubblici, studiandone la storia e l’evoluzione in Gran Bretagna negli ultimi due secoli e arrivando a una proposta di completa rottura. Il modello, sponsorizzato e poi realizzato da Lee3d, si chiama "Democratic monument" ed è quanto di più lontano dagli edifici pubblici a cui siamo abituati.

Adam ha concentrato il suo sforzo sull’edificio che più di ogni altro dovrebbe riflettere e assecondare le esigenze dei cittadini, ovvero il municipio. Come espressione locale, esso dovrebbe essere la summa di stili e funzioni precisi e particolari, e rappresentare in qualche modo l’aspirazione suprema della società che rappresenta. Un edificio pubblico che riassuma l’orgoglio di una regione, ma anche una prova di complessità architettonica al servizio della comunità.

Dall’800 il municipio si è trasformato da sontuoso palazzo di rappresentanza a edificio inclusivo, dislocandosi successivamente in altri edifici e, verso il 2000, contaminandosi col privato a cui ha in parte delegato alcune delle sue funzioni (come ad esempio quella culturale, tramite la costruzione di mediateche). Lo step successivo in questo processo è quello che Adam chiama appunto “Democratic monument”.

(Musiche di Vikrant Tike)

Un concetto che Adam esprime attraverso una sorta di manifesto per punti. L'architetto è convinto della necessità di una costruzione densa e concentrata, che attinga a tutte le arti e a tutti gli stili per celebrare la società capace di esprimerli e che non dimentichi le parti minoritarie. La costruzione deve tornare a centralizzare le sue funzioni, anche quelle di protesta, ed essere il catalizzatore sociale principale, diventando il teatro di manifestazioni sociali, civili e culturali. Essendo l’edificio più importante della città, dovrebbe essere un grido per gli occhi, imporsi fieramente con il suo estro creativo e tecnologico, per non essere soppiantato da edifici commerciali.

Un progetto da sognatore, ma ancorato alla realtà. Stiamo attraversando ancora una crisi epocale, ma questo è il momento giusto per rinascere, dice Adam. Perché la bellezza è per tutti.

www.adamnathanielfurman.com

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di Stefano Annovazzi Lodi / 6 Luglio 2017

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