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(W)ego, il condominio di MVRDV che tutti gli abitanti di Eindhoven hanno fotografato in questi giorni

L'installazione di MRVDV alla Dutch Design Week vuol far riflettere sul rapporto tra noi e gli altri nella condivisione e gestione degli spazi

Courtesy photo Ossip van Duivenbode

Ai Eindhoven i passanti che hanno attraversato Markt Square nei giorni scorsi si sono imbatutti in (W)ego: un condominio (o forse un hotel?) composto da nove coloratissimi ambienti, flessibili e trasformabili, che possono essere mossi e riconfigurati adattandosi alle esigenze degli occupanti. Simile a un grande cubo di Rubik o a un edificio progettato da Lewis Carroll, l’installazione fa parte di un più grande progetto, diviso in capitoli, sul futuro delle nostre città, presentato dallo studio di architettura di Rotterdam MVRDV e dal suo laboratorio di ricerca The Why Factory alla Dutch Design Week 2017.

 

Leggi anche → La Dutch Design Week 2017

Il tema affrontato plasticamente da (W)ego è che “la città del futuro è flessibile”. In che senso? 

Anche se alla settimana del design olandese erano visibili soltanto due versioni, le configurazioni di (W)ego possono cambiare in modo da assecondare i bisogni dei residenti e i diversi rapporti che intercorrono tra loro. L’interrogativo è: quanto siamo disposti a concedere ai nostri vicini, a rinunciare alle nostre intenzioni egoistiche? Per rispondere, l’installazione rappresenta i nostri scopi personali in modo iperbolico, esagerato, provocatorio: all’interno delle nove stranissime stanze dai colori psichedelici, potremmo avere il desiderio di dormire sospesi in aria, o in un giardino pensile verticale, di abitare una stanza fatta di scale, o una grotta luccicante. Il punto è che, quale che sia il nostro sogno, esso confliggerà con quello di qualcun altro. Serve quindi imparare e a negoziare e a convivere.

“Il massimo della densità potrebbe equivalere al massimo dei desideri”, ha spiegato il cofondatore di MVRDV, Winy Maas, uno dei tre ambasciatori della Dutch Design Week di quest’anno. “Questa ricerca esplora il potenziale della negoziazione in contesti densi. Attraverso il gioco e altri strumenti, (W)ego studia il modo in cui il design partecipativo può modellare i desideri e gli ego in competizione nel modo più onesto possibile”

Ogni spazio è progettato per accontentare diversi occupanti con arredi diversi: grandi scaffalature nello spazio viola verticale; scale a pioli e amaca in quello verde acido; altra scale serpeggiano in un’abitazione rosa su più piani, fino all’attico dove regna il giallo. All’interno dell’installazione, un video illustra accuratamente il tema del vivere “flessibile”.

Chissà se le abitazioni del futuro saranno capaci di adattarsi in tempo reale ai bisogni dell’utente. La speranza qui suggerita è che nell’incontro con l’altro, il nostro ego si trasformi, si fonda con il noi (we), diventi (W)ego. Perché negoziandosi può scoprire che è possibile costruire insieme al vicino qualcosa di più interessante, o che l’insieme è migliore della somma delle parti.

Tra gli altri temi del progetto "The future city is wonderful", ci sono anche il verde, l’intimità, la grandezza. MVRDV - che ha sede a Rotterdam ed è l'acronimo dei fondatori Winy Maas, Jacob Van Rijs e Nathalie De Vries - ha presentato alla DDW 17 altri tre progetti, tra cui Copy Paste (copia incolla): una guida per diventare Archistar che invita gli architetti a copiare di più, perché quella dell’originalità fine a sé stessa sta diventando una vera e propria sindrome. 

mvrdv.nl

ddw.nl


di Roberto Fiandaca / 30 Ottobre 2017

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