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Le storie più intriganti di fantasmi in casa, dal Brasile a Venezia

Le affascinanti vicende di quattro case bellissime di tutto il mondo famose per le storie di spettri che le abitano

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Getty Images

Si pensa che il problema dei fantasmi in casa sia un'antica e dimenticata superstizione, ma non è così: ha fatto piuttosto scalpore la recente notizia secondo cui il Presidente del Brasile, Michel Temer, ha abbandonato dopo soli dieci giorni Palazzo Almorada, la spettacolare residenza modernista progettata da Oscar Niemeyer in cui dagli anni ’60 anni prende tradizionalmente alloggio il capo di stato brasiliano: oltre 7mila mq su tre piani, comprensivi di chiesa privata, cinema, eliporto e centro medico.

Stando a quanto ha riferito al settimanale Veja, la casa è infestata da fantasmi e colma di energie negative, ragion per cui Temer ha preso moglie e figlio e ha fatto ritorno alla precedente dimora vicepresidenziale. Nemmeno dopo aver cambiato i mobili e i tappeti, scelti dalla stessa figlia di Niemeyer, e aver chiesto ad un prete di benedire l’abitazione e di scacciarne gli spiriti, il presidente brasiliano è riuscito a chiudere occhio tra quelle mura.

Non che stupiscano le storie di fantasmi nelle case presidenziali, considerando quelle che da sempre circolano sulla Casa Bianca: Abramo Lincoln, per esempio, detiene da solo il record di apparizioni, avvistato tra gli altri anche da Churchill, da Truman e dalla figlia di Reagan ed anche l’ex first lady Michelle Obama ha più volte riferito di strani rumori avvertiti in piena notte da lei e dal marito tra i corridoi che portano alla camera da letto.

Ma dal momento che gli spettri non hanno particolari interessi per la politica e i giochi di potere, sono centinaia gli edifici nel mondo che godono della fama di casa infestata dai fantasmi. Tra leggende e aneddoti inquietanti, vi presentiamo le storie di tre case bellissime abitate da umani e non:

Tutte le foto: Getty Images

Alcuni fantasmi non si sono limitati ad occupare case già esistenti, ma sono arrivati addirittura a commissionare la costruzione di una dimora adeguata: in una strada che ormai ne ha preso il nome, a San Jose, in California, è possibile visitare l’enorme palazzo vittoriano che la vedova Winchester fece costruire per gli spiriti degli indiani d’America, per i soldati morti durante la guerra civile e in generale per le anime di tutti coloro che erano stati uccisi dai fucili a ripetizione che del suocero, Oliver Winchester, portano il nome.

William W. Winchester, infatti, aveva fatto costruire una residenza a New Haven, nel Connecticut, per la moglie Sarah e per la neonata figlioletta Annie, che però morì di marasma a sole sei settimane, gettando la madre in una depressione da cui non si riprenderà mai. Quando alcuni anni dopo venne a mancare anche il marito, Sarah si convinse che una sorta di maledizione incombesse sulla casa e su di lei e che l’unico modo per arginarla fosse costruire una casa che potesse ospitare le innumerevoli vittime dei fucili di famiglia. Quindi utilizzò l’ingente eredità della Winchester Repeating Arms Company per continuare, nei trentotto anni successivi, ad ampliare, demolire e arredare compulsivamente la sua dimora – al punto da dover fare costruire all’interno della proprietà alcune abitazioni per gli operai e le loro famiglie: la Winchester House conta ad oggi oltre 160 stanze, 2 enormi sale da ballo, 6 cucine e 13 bagni, 47 caminetti sparsi per le camere e più di 10.000 vetrate, in una casa in pieno stile Queen Anne che rispecchia perfettamente lo stereotipo più tetro e classico della casa stregata.

La completa mancanza di effettiva progettualità (erano gli spettri a dettare gli schizzi dei progetti a Mrs Winchester) ha tra l’altro portato ad alcune incongruenze strutturali, come porte che danno sui muri o scale che finiscono sul soffitto, finestre che si affacciano su altre stanze o sul pavimento, colonne con i capitelli a terra, lucernari costruiti uno contro l’altro e miglia di tortuosi corridoi dove non mancano passaggi segreti nelle pareti, per sfuggire e confondere gli spiriti malvagi, in un vero e proprio labirinto spettrale dove perdersi è facilissimo. Sembra che i fantasmi abbiano anche precorso i tempi raccomandando la costruzione di un ascensore a pistoni orizzontale, l’unico negli Stati Uniti, oltre ad alcune innovazioni che di lì a breve sarebbero diventate la norma, come l’utilizzo di lana isolante o di una manovella interna per aprire e chiudere gli scuri delle finestre.

 

Rose Hall è un imponente palazzo in stile georgiano, a quanto raccontano il più antico di Montego Bay, in Giamaica, che sorge su una collina  al centro di una piantagione e gode di una splendida vista sulla costa. Una doppia scalinata in pietra conduce al portico aperto da cui si accede ai saloni e salotti del pianterreno, ricavati da una base in pietra, bianca e luminosa come il piano superiore intonacato. Tutta l’ala destra, decorata da pitture e dorature, conteneva le eleganti stanze private della padrona, Annie Palmer, mentre l’ala sinistra era occupata dagli appartamenti della servitù, entrambe riportate agli splendori di un tempo da un importante restauro nel 1960.

Ma la splendida facciata che ricorda più una villa al mare che una haunted house nasconde misteri che da decenni attirano curiosi e visitatori: nei sotterranei è tuttora possibile visitare le inquietanti sale per le torture, dove Annie Palmer avrebbe seviziato fino alla morte, per ragioni futili o anche inesistenti, decine e decine di schiavi, le cui anime non riescono ad abbandonare quella casa degli orrori e fanno tuttora sentire la loro presenza con rumori o altri fenomeni inspiegabili. Ed oltre a quella dei suoi quattro mariti, che la signora pare aver ucciso chi col veleno chi a colpi di pugnale, pare che anche l’anima della “Strega Bianca”, assassinata a sua volta da un servitore, continui ad aggirarsi senza pace per quelle stanze.

In uno dei giardini della villa c’è infatti ancora la sua tomba, vuota: tra gli abitanti della zona, c’è chi crede che l’inquilina se ne sia andata di sua volontà e chi invece ritiene che il cadavere sia stato profanato per utilizzarne ossa, capelli e viscere per riti voodoo, dei quali, come tutti i ricchi possidenti terrieri, anche Annie Palmer era molto esperta.

Ogni anno, ad Halloween, si proiettano spettrali giochi di luce sulla facciata del palazzo e nei cortili si officiano riti e danze voodoo, mentre alcuni figuranti indossano gli abiti degli schiavi o dei mariti della Strega Bianca e si aggirano per le stanze e i corridoi come zombie allampanati, senza proferire parola. Le guide locali raccomandano di non rivolgere parole e di non guardare negli occhi gli spiriti, giacché è impossibile sapere quando si ha di fronte un essere umano in carne e ossa e quando invece uno spirito inquieto.

 

Nemmeno in Italia mancano case stregate, infestate da fantasmi e i cui proprietari sono andati incontro a morti violente e misteriose, solo che può capitare che si tratti di splendidi palazzi riccamente decorati da marmi policromi che si affacciano sul Canal Grande di Venezia, nel sestiere di Dorsoduro, progettati niente meno che da Pietro Lombardo nel 1479. Di marmo e finemente decorate anche la vera da pozzo dell’ampio atrio e la scalinata che conduce ai piani nobili, mentre la facciata posteriore è stata intonacata di rosso e si affaccia direttamente su Campiello Barbaro. Ca’ Dario, dal nome del suo primo proprietario, gode di una leggera pendenza a sinistra che non si nota ad una prima occhiata ma contribuisce, qualora le leggende non bastassero, a renderla vagamente inquietante.  D’Annunzio l’aveva descritta “inclinata come una cortigiana decrepita sotto la pompa dei suoi monili”, Monet le aveva dedicato una serie di dipinti in condizioni di luce sempre diverse, John Ruskin ne aveva descritto dettagliatamente le decorazioni marmoree e Woody Allen di recente si era mostrato interessato all’acquisto, salvo alla fine desistere.

Sembra infatti che il genero di quel primo Segretario della Repubblica di Venezia, Giovanni Dario, che ne aveva commissionato la costruzione come dono di nozze per la figlia Marietta, fu pugnalato a morte da ignoti in una calle. Marietta morì qualche anno dopo “di crepacuore” e uno dei loro figli fu assassinato durante una battaglia a Creta. Si suiciderà in Messico anche l’amante di un successivo proprietario di Ca’ Dario, ed il conte Filippo Giordano delle Lanze verrà ucciso nel 1970, colpito a morte da un vassoio d’argento dal suo amante dell’epoca, un marinaio jugoslavo tuttora irreperibile. Christopher “Kit” Lambert, manager degli Who, che aveva acquistato la casa, aveva confidato ad alcuni amici che preferiva dormire nel chiosco dei gondolieri, perché il palazzo era infestato da fantasmi che ogni notte lo perseguitavano. Morì prematuramente anche lui, a causa di una caduta dalle scale nella sua casa di Londra, ma alcuni sono ancora convinti che si tratti della maledizione della “Casa che uccide”, come l’hanno ribattezzata i veneziani. E ancora Mario Del Monaco, rinomato tenore, rischiò la vita in un terribile incidente d’auto proprio mentre stava andando a firmare il rogito per l’acquisto di Ca’ Dario e l’ultimo proprietario, Raoul Gardini, si è suicidato dopo alcuni scandali finzanziari. Al momento è di proprietà di un’azienda americana che ne sta curando il restauro.

 


di Lia Morreale / 20 Aprile 2017

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