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A Torino la Fondazione Agnelli scommette sul futuro e inaugura l'Office 3.0 di Carlo Ratti

Sensibile, governato dalle app, capace di andare in standby: lo spazio di lavoro del futuro è un gioco di dialogo e relazioni

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Beppe Giardino

A Torino, in via Giacosa n.28, la Fondazione Agnelli si rinnova, si apre alla città e diventa un ufficio 3.0

“Sensori evoluti che cambieranno la temperatura degli uffici, moduleranno la luce e daranno una forma diversa all'ambiente che ci circonda. Percepiranno gli odori e i nostri movimenti. E riusciranno pure a capire, durante una riunione, quando sta per arrivare il momento in cui cominciano a annoiarci e a provare quella fastidiosa sensazione molto simile alla frustrazione.” Scriveva Repubblica solo un anno fa raccontando Enabling the Organic Workspace: Emerging Technologie That Focus on People, Not Just Space, un white paper pubblicato dalla Haworth. E aggiungeva: “un confine che a chi vive negli uffici italiani di ogni giorno sembra irrealizzabile e irraggiungibile”. A un anno esatto di distanza, dobbiamo ricrederci e assistere alla rivoluzione made in Torino.

L’autore è Carlo Ratti, Direttore del Senseable City Lab presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT) e fondatore di Carlo Ratti Associati, uno studio che ha fatto del futuro il suo pane quotidiano e che da anni porta avanti una ricerca sull'evoluzione degli spazi pubblici (il supermercato del futuro, immaginato per Expo, ora è realtà. Leggi anche → Come sarà il supermercato del futuro?)

Ratti è stato chiamato ad intervenire sulla villa in cui abitò all’inizio del ‘900 il fondatore di FIAT, Gianni Agnelli, poi diventata un campo per la sperimentazione progettuale dopo la ristrutturazione da parte di alcuni dei più importanti architetti italiani del XX secolo, da Amedeo Albertini a Gabetti & Isola. 

Tutte le foto: Beppe Giardino

Adesso lo sguardo si proietta ancora oltre: un edificio controllato tramite app, capace di riconoscere la presenza degli occupanti e di andare in stand-by e in cui, sempre tramite app, le persone possono interagire con i colleghi, prenotare le sale riunioni e regolare l’ambiente secondo un grado di personalizzazione senza precedenti (un tema molto sentito nei nuovi spazi di lavoro, tanto che Apple, per il suo nuovo Campus di Cupertino ha deciso di risolvere la cosiddetta “thermostat war” con un edificio che “respira” e un pavimento raffrescato o riscaldato ad acqua. Leggi anche → Apple Park, tutto quello che devi sapere). Grazie alla collaborazione con Siemens Italia, un edificio centenario, considerato icona del Novecento, si è arricchito di centinaia di sensori che monitorano posizione degli occupanti, temperatura, concentrazione di CO2 e disponibilità di sale riunioni.

“Se il lavoro è diventato sempre più digitale, perché dovremmo preoccuparci di andare in ufficio?”, si è chiesto Carlo Ratti. “La risposta chiave a questa domanda è l'interazione umana. L'idea centrale dietro il progetto della Fondazione Agnelli è quella di integrare le tecnologie digitali all'interno dello spazio fisico, migliorando le relazioni tra le persone e con l’edificio in cui abitano, favorendo l'interazione e la creatività. Questo è ciò che chiamiamo Office 3.0”.

Chi lavorerà nell’Office 3.0? I coworkers di Talent Garden, la piattaforma europea per i talenti del digitale, che gestirà i 3.000 metri quadri dello spazio di coworking accogliendo circa 70 aziende (tra le quali Foodora) e 350 innovatori, ma anche studenti e docenti di un laboratorio didattico che prenderà il via il prossimo anno scolastico e, in modo diverso, tutta la città: Carlo Ratti Associati ha aperto l'edificio alla città e al giardino, con un nuovo corpo in vetro che ospita una caffetteria, una caleidoscopica installazione di Olafur Eliasson, un frutteto e aree verdi progettate da Louis Benech, l’ 'architetto paesaggista francese che ha ricostruito i giardini delle Tuileries a Parigi e il Bosquet du Théâtre d'Eau a Versailles. Anche qui, come in tutti i grandi progetti degli spazi di lavoro innovativi, grande attenzione è rivolta al tempo libero, con tensostrutture sospese in una stanza di nove metri d’altezza, dove le persone possono saltare, camminare e riposare.

Il progetto della Fondazione Agnelli incarna la visione di un'architettura sensitiva e reattiva, un passo avanti nel modo in cui le tecnologie IoT (Internet of Things) possono essere incorporate nell'ambiente costruito. A Torino, in Italia.

www.fga.it

www.carloratti.com


di Carlotta Marelli / 19 Giugno 2017

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