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Nel primo film di George Lucas c’è un'architettura che tutti dovrebbero conoscere

Per il suo primo film, il regista di Star Wars scelse il Marine County Civic Center, il più grande degli edifici realizzati da Frank Lloyd Wright

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Se stasera avete voglia di un rivedere un vecchio film, provate a rispolverare l’opera prima di George Lucas THX 1138, uscito in Italia con il titolo L'uomo che fuggì dal futuro.

Conosciuto per essere il creatore della saga di Star Wars, Lucas girò il suo primo film nel 1971 raccontando di un futuro distopico in cui l’umanità era costretta a vivere nel sottosuolo in un regime di controllo tecnologico totalitario.

THX 1138, LUH 3417, e SEN 5241 cercano di scappare dalla società futuristica situata sulla superficie della Terra, che ha dichiarato il sesso illegale, e che usa droghe per tenere la gente sotto controllo. THX 1138 smetterà di prendere le droghe e LUH 3417 resterà incinta. Entrambi verranno arrestati, e in carcere conosceranno SEN 5241 con cui pianificheranno la fuga.

Grazie a questa fuga nel sottosuolo abbiamo l’occasione di scoprire gli spazi immaginati da George Lucas e di capire che quella realizzata per questo film, che noi abbiamo riscoperto sugli schermi del Milano Design Film Festival, è una delle visioni del futuro più potenti della storia del cinema, una visione utopica che troverà eguali solo in 2001 Odissea Nello Spazio. A renderla così potente è anche la scelta delle ambientazioni, che mescola l’astrazione assoluta della prigione – uno spazio bianco e indefinito – a un’architettura di grande presenza come quella del Marine County Civic Center in California, il più grande edificio mai realizzato da Frank Lloyd Wright e in gran parte costruito dopo la sua morte.

Dopo L’uomo che fuggì dal futuro, anche Gattaca scelse quest’opera, uno dei pochi edifici pubblici progettati da Wright, per le sue scene claustrofobie, fredde e visionarie. 

All'uscita il film non fu un grande successo, né di pubblico né di critica, ma negli anni è stato rivalutato e ora è considerato un classico. Da vedere per scoprire una grande opera di architettura, per conoscere una delle pietre miliari del genere distopico anni ’70 e perché senza questo film Hunger Games non sarebbe mai esistito.

 

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di Carlotta Marelli / 26 Ottobre 2017

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