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Sei ottimi motivi per ricordarsi di Gerusalemme

Tra passato, presente e futuro ecco come la Città Santa colpisce la memoria del mondo, e affida alla creatività le speranze di una pacifica convivenza tra le sue diverse anime

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Getty Images

Al di là delle recenti polemiche, la Gerusalemme di oggi, più che per ricordare i Paesi che non l’hanno riconosciuta come capitale nelle recenti votazioni alle Nazioni Unite, stimola la memoria per il suo fascino evergreen. Uno charme unico che non smette mai di sedurre grazie alle spettacolari tracce di una storia millenaria e a un mix inimitabile di arte e design. Da sempre ammirata e contesa, la Città Santa affida alla creatività le speranze di una pacifica convivenza tra le sue diverse anime.

Un esempio lampante di come la fantasia possa offrire impulsi straordinari a questo tipo di trasformazioni è il quartiere di Hutzot Hayotzer. Nata negli anni Trenta come area residenziale e rapidamente diventata una difficile zona di confine, questa parte della città oggi rappresenta un’oasi protetta per tutti i creativi. Una colonia di artisti, formata da stradine popolate dagli studi e dai laboratori di tanti ispirati abitanti, dove è sempre possibile attardarsi in estrose conversazioni o imbattersi nelle spettacolari creazioni di artisti più o meno noti.

 

Un’altra espressione molto contemporanea di contaminazione artistica è la street-art. Tra le strade della Città Santa nel tempo ha preso forma un vero e proprio universo di graffiti e lavori murali tutti da scoprire, anche grazie a suggestive esplorazioni condotte da scrittori, writer o artisti. Tra i luoghi più interessanti da perlustrare, i vicoli del Machane Yehuda Market, i sottopassaggi della stazione centrale di Gerusalemme e un altro attualissimo simbolo: l’imponente muro di calcestruzzo che separa Gerusalemme e Betlemme, Israele e Cisgiordania.

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Sul lato palestinese di questo confine in cemento, si affaccia il The Walled Off Hotel, l’ultima creazione del misterioso e popolarissimo street artist Banksy, ricavata tra gli spazi di un vecchio laboratorio di ceramica. L’albergo con la vista peggiore del mondo, come viene amabilmente definito dal suo creatore, è al tempo stesso un accogliente hotel arredato in stile coloniale e una grande opera d’arte abitabile, impreziosita da 10 camere “vista muro”. Ogni stanza è un mondo a sé, un’installazione resa unica da numerosi interventi di Banksy: dalla scenografica camera Artist alla “panoramica” Scenic, dalla economica Budget alla fastosa suite Presidential”, equipaggiata con “tutto quello di cui un capo di stato corrotto potrebbe aver bisogno”. A completare il progetto, un pianoforte che suona da solo e una galleria d’arte dove scoprire il talento di artisti palestinesi emergenti (walledoffhotel.com).

Leggi anche → Banksy apre un hotel davanti al muro di Betlemme

 
 

Tra le architetture più riconoscibili della città va sicuramente ricordato il YMCA Building progettato negli anni Trenta da Arthur Louis Harmon, lo stesso architetto dell'iconico Empire State Building di New York. Vegliato dalla sua inconfondibile torre d’osservazione, questo edificio è uno scenografico concentrato di simboli nascosti, legati alle tre principali religioni monoteistiche del mondo. Il tutto in un mix di stili differenti, dal gotico al bizantino, passando per citazioni romane e neo-moresche.

  

Il fascino unico della Città Santa, però, non è solamente legato al suo passato. Anche il futuro di Gerusalemme non sembra avaro di emozionanti sorprese. Una di queste è un interessante progetto di recupero che trasformerà un planetario abbandonato nell’Einstein Museum, una finestra aperta sulle rivoluzionarie intuizioni di una delle menti più brillante di tutti i tempi. Dopo aver rinunciato all’idea di un museo costruito da zero e firmato da una celebrata archistar, la scelta è caduta su un più agile progetto di riconversione concepito dall’architetto Salma Milson Arad. Per dare forma alla nuova sede espositiva, la superficie del planetario verrà aumentata di 500 mq e l’edificio, così modificato, ospiterà un centro visitatori, l’archivio di Albert Einstein, spazi dedicati al pubblico e ai ricercatori, uffici e negozi (www.aradsimon.com).

Un altro progetto che promette di rendere ancora più seducente il volto di Gerusalemme è quello della nuova National Library of Israel, immaginato dallo studio Herzog & de Meuron. Il nuovo edificio, il cui completamento è previsto per il 2020, è concepito per adattare l’idea di biblioteca al mondo digitale, senza dimenticare le tradizioni architettoniche della Città Santa. Così all’interno della costruzione, i libri, distribuiti in scenografici scaffali dalla forma circolare, continueranno a rappresentare il cuore di un tempio del sapere che ospiterà anche spazi espositivi, ristoranti, un auditorium, un bookstore e un centro giovanile. La parola d’ordine sarà connessione: con la storia della città, evocata da una facciata scultorea in cemento e pietra calcarea, con il mondo esterno, grazie a un design green, aperto e trasparente (www.herzogdemeuron.com).

 
  

Dopo questo viaggio nel tempo e nello spazio, ecco un altro ottimo luogo dove riposarsi. Il The Post Hostel con le sue 40 stanze, tra cui dormitori e camere private, rappresenta un’allettante alternativa ai classici hotel. In questo elegante ostello cittadino, ricavato all’interno della sede di un ufficio postale, ci si può immergere in un’atmosfera familiare e in un moderno mix di design, cultura ed esperienze umane. A rendere ancora più interessante il soggiorno nella struttura, un ricco calendario di eventi, proiezioni e workshop ispirati alla tradizione locale, una versatile zona living che muta in base al momento della giornata, una funzionale cucina con un grande tavolo comune e una luminosa terrazza con vista (theposthostel.com).

 
 
di Francesco Marchesi / 29 Dicembre 2017

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