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Gioia 22, a Milano il nuovo grattacielo green di Porta Nuova entro il 2020

Il nuovo grattacielo di proprietà degli emiri arabi prenderà il posto dell'ex edificio dell'Inps al civico 22 di via Melchiorre Gioia. A firmarlo, lo studio Pelli Clarks Pelli Architects

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Gioia 22 - Porta Nuova, così si chiamerà il nuovo grattacielo di Milano che sorgerà, come indicato dal nome, nell’importante arteria di via Melchiorre Gioia. Una torre alta 120 metri che modificherà ancora una volta lo skyline meneghino, svettando con i suoi 30 piani (4 interrati) a pochi passi da altri edifici illustri come il Bosco Verticale e la Torre Unicredit, e che prenderà il posto dell’edificio ex INPS (18 piani realizzati nel 1961 e caduti in disuso nel 2012). Gioia 22 farà parte dei cosiddetti “interventi limitrofi” del grande piano di riqualificazione urbanistica noto come Progetto Porta Nuova, a cui si deve la costruzione degli altri recenti grattacieli milanesi.

Coordinato da Coima Sgr per conto di una controllata al 100% da Abu Dhabi Investment Authority, a firmare il progetto sarà lo studio Pelli Clarke Pelli Architects, già autore del master plan di Porta Nuova Garibaldi, della Torre Unicredit e di piazza Gae Aulenti. Per Gioia 22 lo studio ha concepito un vero gioiello di innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale, che è stato illustrato lo scorso 16 novembre da Manfredi Catella, Fondatore e CEO di Coima, alla presenza del Principal Architect Gregg Jones, e di Pierfrancesco Maran, Assessore all’Urbanistica di Milano.

Gioia 22 avrà una forma originale che secondo Jones “rappresenta il risultato della confluenza di due tessuti urbani, nonché la risposta all’esigenza di ottimizzare la luce e l’energia solare”.

Oltre che esteticamente notevole grazie al suo aspetto molto moderno e dinamico, il progetto potrebbe diventare un capolavoro di edilizia sostenibile (altrove ci siamo posti il problema della bolla green e della differenza tra render e realtà, leggi anche → Tour Montparnasse, il grattacielo più alto di Parigi diventerà ancora più alto).  

Stando a quanto annunciato, oltre 6.000 metri quadri di pannelli fotovoltaici consentiranno una riduzione del fabbisogno energetico del 75% (molto più delle altre torri milanesi), primato che consentirà al grattacielo di entrare negli standard Nearly Zero Energy Consumption Building e di produrre energia sufficiente per l’equivalente di 306 abitazioni.

Anche il sistema d’illuminazione e di riscaldamento saranno improntati a un approccio green e “cradle tu cradle” (dalla culla alla culla): le luci a LED saranno controllate da sensori e dispositivi smart, mentre la temperatura sarà regolata grazie a un circuito di “free cooling” che non ricorre a gruppi frigoriferi e si alimenta con acqua di falda naturale. Con un risparmio di 2.260 tonnellate di CO2 rispetto all’edificio precedente, la certificazione LEED è dietro l’angolo. Intorno al grattacielo  sorgeranno anche infrastrutture e servizi per favorire l’uso di mezzi pubblici, servizi di sharing e veicoli elettrici. Insomma, non ci si è dimenticati del contesto e della mobilità green. 

Un contesto, quello di Porta Nuova, che ha ormai la vocazione del business district. In questo quartiere, negli ultimi 5 anni, si è concentrato il 18% delle locazioni per uffici di Milano, tra società nazionali e internazionali. Gioia 22 si inserirà in questo solco: negli oltre 68 mila metri quadri di superficieospiterà uffici per 2.700 persone, e offrirà spazi comuni e privati, pensati per la condivisione, lo smart working e il relax. I piani interrati ospiteranno 350 posti auto, nonchè spazi tecnici e aree di storage. Al piano terra, si legge nella nota per la stampa, ci saranno “una lobby di ingresso a tripla altezza, un piano polifunzionale e un’ampia terrazza”. Tutto sarà connesso da un sistema di 12 ascensori recanti i più alti standard BCO (British Council for Offices).

"Questo progetto dimostra ancora una volta come la qualità architettonica non possa più prescindere dalla sostenibilità ambientale” “Il nuovo edificio si integrerà in armonia e continuità con quanto realizzato negli ultimi anni nell’area di Porta Nuova,” - ha spiegato Pierfrancesco Maran, assessore all'Urbanistica, Verde e Agricoltura del Comune di Milano, “un piano urbanistico che, dal Bosco Verticale al nuovo Palazzo Lombardia, dalla Torre Unicredit al complesso dell’area Varesine con la Torre Diamante, ha ridefinito lo skyline della città con progetti di elevata qualità architettonica. Lo sviluppo del quartiere coinvolge ora stabilmente anche il lato che si allunga alla Stazione Centrale."

Quanto ai tempi di costruzione, dopo una fase di bonifica delle oltre 200 tonnellate di amianto, inizia in questi giorni la demolizione dell’ex palazzo Inps. La posa della prima pietra è prevista nell’estate 2018, mentre la conclusione dei lavori per il 2020. 

coima.com

pcparch.com


di Roberto Fiandaca / 22 Novembre 2017

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