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No, il nuovo Guardian Art Center di Pechino non è (solo) una casa d’aste

Alle porte della città proibita nasce una nuova istituzione cultuale che racconta la natura ibrida della cultura di oggi

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© Buro Ole Scheeren. Foto Iwan Baan

Nel cuore di Pechino, all’incrocio di due storiche vie (Wangfujing e Wusi Dajie) e di fronte alla Città Proibita nasce il Guardian Art Center, prima casa d’aste al mondo costruita su commissione ma anche spazio culturale ibrido che coniuga arte, cultura e lifestyle unendo passato e presente e inserendosi armoniosamente nel tessuto urbano della città. 

Negli ultimi vent’anni molti erano stati i progetti presentati per quest’area così simbolica finché non è stata accettata la proposta di Büro Ole Scheeren, importante studio di architettura.

“Il nostro progetto ha saputo riconciliare le tante, complesse narrazioni della città, gettando un nuovo sguardo sulla relazione fra storia e modernità con un edificio che esprime l’identità cinese in chiave contemporanea” racconta Ole Scheeren, architetto tedesco di fama internazionale, fondatore e direttore dello studio.

Tutte le foto: Iwan Baan © Buro Ole Scheeren

La base dell’edificio è formata da una serie di volumi in densa pietra grigia a richiamare proporzioni e materiali tipici degli hutong cinesi qui forati con oblò di diverse grandezze ad accogliere la luce alleggerendo visivamente la struttura. La parte superiore fatta di fluttuanti pannelli in vetro disposti come mattonelle dialoga con l’identità più moderna e cosmopolita della città.

“L’idea di unire passato e presente continua anche all’interno” racconta Virginia Chiappa Nunez, italiana da sei anni a Pechino e architetto associato a capo del progetto, “materiali contemporanei si combinano con sensibilità tradizionali come per esempio il pavimento in terrazzo gettato in opera utilizzato accanto alla pietra bocciardata a mano o l'acciaio nero e la pietra lavica non trattata usati per i mobili fissi, per un effetto finale che risulta neutro ma anche tradizionale in modo autentico”. 

L’interno del Guardian Art Center si articola in uno spazio espositivo centrale di 1700 mq progettato per essere versatile e adattarsi agli usi più svariati mentre una serie di ambienti più piccoli rispondono alle esigenze della casa d’aste e un piano intero è dedicato ai servizi di restauro e conservazione più all’avanguardia. Salendo ai piani superiori, mentre pixel e oblò si trasformano in mattoni trasparenti si trovano ristoranti, uffici amministrativi, una libreria e un hotel. 

“La struttura architettonica rivela i molteplici livelli di nozioni culturali e storiche oltre a catturare tutte le sfumature emotive di Pechino, mantenendo un approccio umile al concetto di monumento” conclude Ole Scheeren che nella metropoli cinese ha creato uno spazio pubblico e polifunzionale pronto ad accoglierne le molte anime.


di Marta Lavinia Carboni / 25 Gennaio 2018

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