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Le illusioni ottiche di Escher diventano realtà in un auditorium di Pechino

Penda amplia l'Hongkun Museum of Fine Arts con uno spazio polifunzionale che gioca con la percezione, il legno e gli specchi

Le illusioni ottiche di Escher escono dalla carta per diventare architettura vera e propria con il nuovo auditorium per l'arte dei Penda, ampliamento dell'Hongkun Museum of Fine Arts a Pechino.

Localizzato in uno dei distretti artistici della capitale cinese, il nuovo spazio polifunzionale è caratterizzato da un cubo fatto di archi di legno, pareti di specchio, grandi oblò e una scala-platea usata come auditorium per conferenze o riunioni.

Il progetto gioca con l’escheriano e le immagini impossibili: il visitatore viene infatti immerso in un panorama infinito di archi e contro-archi che si riflettono sulle pareti e sul soffitto, ripetendo la realtà fino a distorcerla completamente.

Il cubo è uno spazio polivalente e può funzionare sia come auditorium che come atrio d’ingresso: in questo secondo caso la scala guida i visitatori al piano inferiore, dove si trova un piccolo spazio espositivo e un deposito per la conservazione delle opere d’arte.

Mentre al piano terra è ospitata una sala privata con un'area bar, usata sia per le trattative di compravendita di opere che per eventi privati. Inoltre, alla destra del cubo si trova una scala secondaria che sale agli uffici del personale.

Gli oblò sono studiati in modo da fornire al visitatore sempre nuovi scorci prospettici sugli archi e contro archi riflessi. Queste finestre si aprono come quadri sulle pareti esterne del cubo, che con il loro rivestimento in legno contrastano con il cemento grezzo che caratterizza gli ambienti circostanti.

All’esterno, il nuovo spazio dell'auditorium si differenzia dal contesto per la sua monolitica facciata bianca e la sua geometria semplice.  Attraverso le grandi aperture simmetricamente si vedono i giochi prospettici che caratterizzano lo spazio interno.

www.home-of-penda.com 

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di Eugenia Murialdo / 14 Dicembre 2016

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