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Buon compleanno Le Havre! Tutta la città in 10 architetture

La città che è stata il capolavoro di Auguste Perret, "padre del cemento armato", è un'enciclopedia dell'architettura moderna. Da scoprire in un weekend

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Getty Images

Quest’anno la città di Le Havre festeggia il suo 500° anniversario. Tutti la conosciamo, anche senza esserci mai stati. È nota infatti per essere stata una delle città protagoniste della fine della Seconda Guerra Mondiale, liberata con la famosa Operazione Astonia, e per essere stata uno dei soggetti preferiti da Monet. Non da ultimo l’abbiamo rivista sul grande schermo, grazie al finlandese Aki Kaurismaki che l’ha scelta per ambientare il suo capolavoro “Miracolo a Le Havre”.

Ma forse non tutti sanno che il centro di questa città della Normandia nel 2005 è stato nominato dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità. La zona presa in considerazione, che si estende su 133 ettari, è stata premiata come uno dei migliori esempi di architettura e urbanistica del secondo dopoguerra. Perché dopo essere stata distrutta in gran parte durante la Seconda Guerra Mondiale, Le Havre viene ricostruita dal 1946 partendo dal progetto dello studio di Auguste Perret. Da molti considerato un “poeta del cemento”, fu in grado con la sua carica visionaria di unire l’utilizzo del cemento armato a uno stile progettuale classico. “Il cemento è la pietra fabbricata dall’uomo”, soleva dire, ed ecco oggi i monumenti che si possono visitare in questa ideale passeggiata architettonica nel centro di Le Havre, progettati da lui e da altri architetti negli anni successivi.

 

Tutte le foto: Getty Images

La Chiesa di San Giuseppe, costruita nel 1951 e dedicata alle vittime dei bombardamenti, è il perfetto connubio di cemento abbinato ai 13 mila vetri colorati di Marguerite Huré. Les Halles Centrales, realizzato al posto dei mercati generali che esistevano prima della guerra, è un progetto di André Le Donné, Charles Fabre e Jean Le Soudier con un’interessante copertura a volta in cemento. Il Museo André Malraux è un capolavoro di vetro, acciaio e alluminio, mentre il lungomare meridionale è un complesso di caseggiati realizzati nel 1956, riprendendo lo stile di Auguste Perret, con ampi balconi, strutture a colonne e travi, passaggi coperti da lastre di vetro.

 

Da non perdere poi la Rue de Paris, progettata da Perret sul modello parigino di rue de Rivoli. Ha grandi gallerie coperte, e gli edifici, tutti della stessa altezza, hanno un’espressione architettonica diversificata. Porta la firma di Otello Zavaroni il Palazzo della Borsa nel 1957, mentre è ancora di Perret la Piazza del Municipio, un complesso monumentale composto da una piazza e da alcuni edifici. Il municipio è classico nel grande colonnato, ma molto moderno con la sua torre alta più di 70 metri. E le recinzioni che circondano il Giardino di Saint-Roch riprendono i motivi a forma di grigliate in mattoni della Piazza del Municipio.

La cura nei dettagli di Perret la si può ammirare anche negli edifici in avenue Foch: i bassorilievi che abbelliscono le facciate raccontano la storia di Le Havre, riproponendo episodi e personaggi storici. Mentre alla fine del viale si trova la Porte Océane: un complesso monumentale formato da due torri di 13 piani, che simboleggiano le porte della città, aperte sul mare.

L’ultima tappa si chiama Volcan, progetto ambizioso e sicuramente molto moderno per l’epoca, firmato dal brasiliano Oscar Niemeyer. Inaugurato una prima volta nel 1982, e in seguito restaurato, è formato da due strutture in cemento armato che ricordano la forma conica di due vulcani.

www.lehavretourisme.com

 


di Maria Chiara Antonini / 24 Maggio 2017

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