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Dall'High Line alla Promenade Plantée, la storia del parco orizzontale

Michael Jakob racconta l’evoluzione del parco orizzontale in un libro appena pubblicato da Letteraventidue

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Getty Images

 

L’ultimo libro della collana Costellazioni - scritture dell’architettura edita da LetteraVentidue, ha un titolo evocativo Dall’alto della città. In questo saggio Micheal Jakob autore, cattedratico e teorico del paesaggio, ci porta a passeggio nella storia recente del parco orizzontale, partendo dal più famoso lo High Line Park di Manhattan, uno dei siti i più visitati e celebrati al mondo, e arrivando fino al suo predecessore europeo, la Promenade Plantée,anche conosciuta come Viaduct des Arts a Parigi. Descrivendole come “due straordinarie piattaforme panoramiche, che ci invitano, oltre al passeggio, a pensare la città in un modo inconsueto, partendo da un punto di vista elevato”, da qui il titolo del libro.

La storia del parco orizzontale rappresenta bene i cambiamenti del paesaggio urbano contemporaneo. Come uno strumento di rigenerazione urbana, il parco orizzontale lavora sulle lacerazioni lasciate dalle infrastrutture dismesse. “Sembra assurdo, ma è così. Siamo circondati da scorie, e forse è un bene. Scorie? Bene?” si chiede Alessandro Villari all’inizio della prefazione. “Ad un osservatore attento, la città appare come un essere vivente, dotato di un suo metabolismo, che si nutre, si trasforma e produce scorie in un processo forte e inarrestabile, tanto da diventare una opprimente eredità.” Conclude dicendo che “Le scorie sono i nuovi archetipi della metamorfosi urbana”.

© LetteraVentidue

Michael Jakob esamina “due ex scorie urbane”, la Promenade Plantéedi Parigi e lo High Line Park di Manhattan , proponendone una lettura critica e per molti tratti inaspettata. Un viaggio nello “spazio-tempo urbano” per indagare la “natura della città contemporanea”. Michael Jakob “mette in conto l’aspetto narrativo o filmico” dei due progetti raccontandoci le relazioni, le connessioni e le interazioni tra i due progetti e le loro città.

Come negli altri volumi che compongono la collana “Costellazioni”, anche in questo saggio comparatistico troviamo un approccio trasversalmente e multidisciplinare all’architettura. “Si tratta di testi irriverenti e ereticiche guardano al di là di codici disciplinari consolidati cercando in altri campi stimoli e procedure per ripensare gli strumenti dell’architettura. I libri della collana trasformano occasioni, episodi, cronache in idee che fanno dello spostamento dello sguardo un'affiliata pratica critica”. 

www.letteraventidue.com


di Eugenia Murialdo / 28 Novembre 2017

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