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MAD Architects: la nuova architettura organica arriva dalla Cina

Ritorno alla natura e alle linee curve nelle opere delle nuove star dell'architettura cinese

La nuova architettura organica teorizzata da Ma Yansong, fondatore di Studio MAD, si caratterizza per la sua componente emozionale

L’architettura organica cara a Frank Lloyd Wright si è evoluta, parola di Ma Yansong, fondatore dello Studio cinese MAD Architects che durante un’intervista rilasciata alla televisione statunitense CNN ha dichiarato che: "Nei progetti ci si occupa dell'efficienza, della funzione e della struttura. Ma non c'è natura. La gente ama avvicinarsi alla natura e alle altre persone, quindi abbiamo bisogno di creare ambienti che permettano alla gente di provare queste connessioni emotive". Architettura emotiva quindi nel futuro dei paesaggi cinesi? Pare proprio di sì perché sostenere i cambiamenti demografici continuando a costruire edifici dalle linee "artificiali" vuol dire andare contro la natura dell’uomo e affliggere, se non deturpare, lo skyline naturale con blocchi e torri. Sono infatti le linee morbide e le curve quelle che sono presenti in natura e che l’uomo, forse anche inconsciamente, tende a ricercare perché organiche e a “sentire” come proprie perché naturali.

Perchè allora invece di ‘imporre’ al paesaggio elementi intrusivi non cercare di assecondare la natura creando edifici che possano permearsi facilmente nel territorio naturale? L’ispirazione a Studio MAD viene infatti dalle montagne, dai deserti e addirittura dalle forme del corpo umano. Dobbiamo tenere a mente queste linee per poi poterle incorporare nelle strutture e nelle sagome architettoniche del costruito: come dice  Yansong "cercare di creare spazi con un'atmosfera emozionale". Curiosi di capire di cosa si tratta? Ecco 4 progetti esemplari delle tesi dello Studio cinese.

The Absolute Tower: Nickname Marilyn Monroe

Il Modernismo ha il suo motto: una casa è una macchina dove vivere, ma abbiamo ormai passato l’era delle machine e allora qual è il nuovo messaggio che vogliamo dare con l’architettura? In questo progetto a Mississauga, nell’America del nord si è volute creare un landmark residenziale che si distacchi di parecchio dalla semplice efficienza degli edifici vicini e che sia in grado con le sue curve da pin-up di offrire una connessione emozionale tra i residenti.  Al posto di una semplice logica funzionale, dove solo l’altezza sembra dover giocare il ruolo centrale, qui si eliminano le barriere verticali tradizionali e si fa ‘torcere’ l’edificio che, grazie al nostro subconscio, acquista immediatamente valenza di corpo.

Clover House: Giocare protetti

Un asilo per bambini che riporta subito all’archetipo della capanna, della calda protezione di una caverna per noi uomini moderni ma con ancora tensioni e pulsioni ancestrali. È per questo forse che la forma a igloo sfacettato della Clover House sembra perfetta per proteggere e far crescere cuccioli d’uomo. “è stato importante costruire un asilo che sembrasse il più possibile una casa per facilitare la crescita e quindi l’apprendimento” secondo Ma Yansong, fondatore e partner principale di MAD Architects. Ma non dimentichiamo neanche gli esterni che creano il matching ideale con le rotondeggianti montagne all’orizzonte

Harbin Opera House: Dune di neve

L'area di Harbin in Giappone è conosciuta per essere particolarmente fredda con inverni la cui temperatura piomba 20 gradi sotto lo zero. La zona innevata è stata quindi la fonte di ispirazione per Studio MAD che ha voluto concepire il teatro lirico come una delle morbide dune bianche, perfette per mescolarsi al paesaggio così spesso innevato.

Ordos Museum: Cattedrale nel deserto

Siamo in Mongolia dove è stato inaugurato l’Ordos Museum, concepito come un estensione visiva del grande deserto dei Gobi. Una ‘duna’ di pietra Bianca fa da sostegno ad un "dome" geodetico sicuramente influenzato dall’architettura di Buckminster Fuller, qui però il ‘rivestimento’ è dato da lisce piastrelle scure che lo fanno assomigliare ad un cetaceo arenato. Qualunque sia il riferimento visivo e culturale, l’edificio ha comunque un valore metaforico e questo involucro metallico rappresentato dalle mura esterne funge anche da scudo che protegge la cultura e la storia della città situata su una simbolica collina di sabbia agitata ultimo  paesaggio naturale soppiantato da strade e costruzioni.

www.i-mad.com

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di Paola Testoni / 21 Ottobre 2017

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